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Oggi siamo qui per parlarvi di una piccola startup nata a Bologna, Hello, con il suo CEO e Co-Founder Marco Fabbri. Una startup informatica, qui in Italia, e per di più a Bologna? “Sogno o son desto?!”, si chiederanno alcuni. Non preoccupatevi, non siete ammattiti, Hello è reale.

 

 

Senza togliervi il piacere di leggere l'intervista, in cui verrà spiegato approfonditamente in cosa consiste l'App Hello Chat (per ora vi dico solo che è un servizio di messaggistica geolocalizzato), vorrei qui descrivervi come ho conosciuto i ragazzi bolognesi.

Girovagavo tra gli stand di SMAU Bologna questo giugno, quando notai un gruppo di ragazzi che stavano presentando ad un tavolo un'App a prima vista decisamente somigliante a WhatsApp e Telegram. Mi dissi a quel punto: “Spero per loro che non sia il solito clone di queste App di messaggistica … sarebbe idiota cercare di scontrarsi con App di successo, soprattutto per una casa italiana ...”. Mi avvicinai allo stand, sperando di avere a che fare con persone che sanno il fatto loro e non dei ciabattini prestati alla programmazione, e chiesi: “La vostra App sembra un clone di WhatsApp, ma dubito lo sia veramente. Cosa ha di particolare?”.

I ragazzi, fin da subito, si dimostrarono estrememamente competenti (oltre che un po' meravigliati della mia intuizione?), descrivendomi un'App effettivamente diversa dalle altre e molto, molto interessante. Convinto che potesse interessare anche a voi lettori, li ho contattati per questa intervista. Fa piacere osservare ancora una volta che anche noi italiani possiamo realizzare qualcosa di innovativo in casa. La speranza, però, è che questi ragazzi possano continuare a lavorare qui anche nel caso fossero baciati dal successo, come personalmente spero, senza necessariamente spostarsi all'estero (speranza che nutre lo stesso Marco).

 


Comunque, mettendo da parte questi miei sproloqui, e sperando di non avervi annoiato, senza andare più oltre vi lascio all'intervista. ;)

 

Qui alcuni link d'interesse riguardo Hello:

Sito Ufficiale Hello Chat

Pagina Facebook Hello Chat

Hello, intervista al founder Marco Fabbri (TASC)


B&C: Ciao Marco, prima di tutto grazie per aver accettato il nostro invito. Potresti spiegare ai nostri utenti che ruolo e che posizione ricopri in Hello?

MF: Ciao Gian Maria, grazie a te, sono veramente felice di prendere parte a questa intervista. Partendo dall'inizio, ho cominciato a lavorare in maniera scanzonata ad Hallo, con Giuseppe Travasoni, nel settembre del 2014, ma presto ci siamo accorti che sarebbe potuta essere un'idea funzionale, e quindi l'abbiamo condivisa con la nostra attuale squadra. Dopo sette mesi di duro lavoro abbiamo lanciato la prima versione dell'applicazione e l'App per iOS. Attualmente, dopo sette mesi, sto ancora sviluppando il realtime backend del progetto, curo il design del prodotto e svolgo le mansioni impiegatizie della società.

 

B&C: A prima vista Hello sembrerebbe una copia di WhatsApp e Telegram, ma se lo si osserva più da vicino risulta completamente differente. Potresti spiegarci esattamente come funziona Hello?

MF: Come hai detto, Hello è totalmente differente. WhatsApp è basato sul concetto che prima di contattare una persona devo già conoscerne il numero di telefono, al fine di avviare la conversazione. Lo stesso meccanismo è comune agli altri servizi di comunicazione.
Hello, invece, è un'app di messaggistica istantanea che connette le persone in chatroom pubbliche dislocate in diverse locazioni, anche se non si possiedono direttamente i loro contatti. Per esempio, potresti chattare con le persone della tua città o di un luogo che stai visitando, utilizzando la nostra funzionalità “Teleport”. Nel prossimo futuro potrai inoltre vedere eventi e punti d'interesse direttamente dalla nostra piattaforma, e per questo siamo pronti ad offrire servizi premium a pagamento per le aziende.

 

B&C: Grazie per la spiegazione molto esauriente. Adesso che abbiamo capito cos'è e come funziona Hello, voglio chiederti: dove e come state promuovendo la vostra app? Utilizzate i social network per farlo?

MF: Abbiamo presentato l'applicazione per la prima volta su Product Hunt, quindi abbiamo pubblicato diversi articoli divulgativi su Facebook per migliorare la visibilità dei nostri comunicati stampa.

 

B&C: Sulla base delle mie esperienze, Hello potrebbe essere un'App decisamente utile durante i grossi eventi, ma qual è l'opinione degli utenti comuni? Pensano che sia una buona idea? O la considerano un'App come tante altre?

MF: Abbiamo tentato di creare un luogo d'incontro dedicato ad Hello durante gli eventi locali, ma si è rivelato prematuro in quanto quasi nessuno aveva la nostra App installata. Attualmente, comunque, stiamo lavorando ad un evento musicale che si terrà questo settembre al fine di offrire agli utenti una chatroom dedicata. Qui scopriremo se gli utenti apprezzeranno il nostro prodotto.

 

B&C: Recentemente abbiamo visto che Atooma, una software house italiana, ha stretto un'alleanza con Samsung, ed ora l'App di Atooma è un software di punta nell'ecosistema di Samsung. Avete avuto qualche contatto con grosse compagnie (Microsft o Apple, giusto per citarne un paio), per inserire Hello di default nei loro sistemi operativi, come è riuscita a fare Atooma?

MF: Mi piace molto Atooma, in quanto hanno fatto un gran lavoro e penso che il loro prodotto sia fantastico. Da parte nostra, attualmente non ci sono piani d'integrazione in sistemi operativi. Vedremo il futuro cosa ci presenterà.

 

B&C: L'Italia è un paese refrattario agli investimenti nel mercato informatico. Le aziende italiane, oggigiorno, preferiscono investire ancora nell'industria “vecchio stile” del settore secondario. Vorremmo quindi chiedervi che supporto state ricevendo dalle istituzioni italiane. Come startup, avete qualche agevolazione?

MF: L'Italia è un paese molto strano dove far partire una startup, ma qualcosa si sta muovendo e le istituzioni stanno aiutando i nuovi imprenditori a far crescere le loro aziende.

 

B&C: Possiamo osservare che il vostro team è composto da appena quattro membri. Potresti introdurlo ai nostri lettori? Pensi che il team così composto sia sufficiente per i vostri propositi?

MF: Il nostro team è in divenire. Ognuno qui è una persona unica e non qualcuno che copre anonimamente un ruolo. Quando organizziamo qualcosa insieme, quello che ci chiediamo è “quanto tempo ci occuperà?” e non “ce la possiamo fare?”, ed è per questo che sono convinto quando affermo che “sì, il nostro team è perfettamente capace di fare quanto ci proponiamo, ma abbiamo bisogno di crescere. La nostra famiglia deve crescere!”.

 

B&C: Il vostro quartier generale è in Italia, più precisamente a Bologna. Avete mai pensato di lavorare in Inghilterra o Germania? Cosa ne pensi della fuga dei cervelli dal Belpaese?

MF: Cominciamo con il dire che uno dei miei obiettivi è quello di creare un'importante azienda in Italia, al pari di quelle operano negli USA, così da permettere di far rivivere il sogno americano anche qui a Bologna. Una volta qualcuno disse che è possibile costruire una startup qui a Bologna, senza doversi muovere nella Silicon Valley. Comunque, ad essere onesti, inizialmente pensai che sarebbe stato veramente difficile costruire una startup qui in Italia, quindi decisi di fondare la nostra società a Londra, al fine di avere una maggiore attrattiva internazionale, mantenendo comunque il cuore della società qui a Bologna. I costi, inoltre, sembravano minori e la burocrazia più spedita. Ma mi sbagliai, ed imparando dai miei errori decisi di riportare la sede legale della società qui in Italia, perché è qui che vogliamo stare ed è qui che vogliamo portare i nostri guadagni.

 

B&C: Ultima domanda, ma non meno importante (a dire il vero, si tratta di un insieme di domande, eheh). Il vostro programma è disponibile per iOS, ma non per Android e Windows Phone, almeno per il momento. Cosa ne pensate dei Windows-fonini? Sono dei buoni prodotti? Realizzerete una versione di Hello per questi sistemi operativi? Cosa ne pensate di questi tre mercati? Iain McNeil, Capo Sviluppatore presso Slitherine, ci ha confidato di non essere soddisfatto del Play Store di Google: “Il problema con Android è il negozio. Dal nostro punto di vista è un fiasco. Essere notati è quasi del tutto impossibile. Non c'è una vera e propria sezione per i software più recenti. Un nuovo gioco viene rilasciato e nessuno sa come poterne venire a conoscenza”.

MF: Io e Giuseppe, mio collega, uno dei migliori sviluppatori in città e con me fin dal principio, abbiamo deciso di sviluppare l'App per iPhone. Abbiamo comunque in programma di sviluppare l'App anche per Windows Phone e Android, ma per il momento ci limiteremo a migliorare la versione per iOS. Secondo me, il reale problema di Android è l'eccessiva frammentazione dell'offerta, a causa della notevole quantità di terminali diversi e di versioni del S.O. installate.

 

B&C: Grazie Marco, è stato un piacere parlare con te!

MF: Grazie a te, il piacere è stato mio.


B&C: Hi Marco, first of all, thank you for this interview. Can you explain to our readers what your position and role are at Hello?

MF: Hey Gian Maria, thanks to you, I’m really glad to take part at this interview. Well, I started working on an Hello mock with Giuseppe Travasoni on September 2014 and as soon as we’ve seen it working, we’ve shared it with our actual team. After seven months of hard work we launched the first version of the infrastructure and our iOS app. Actually, after eleven months,  I’m still developing the realtime backend of the project, I’m working at the product design and I care of the administrative duties of the company.

 

B&C: Hello seems to be a Whatsapp clone at first sight, but actually it's very different. Can you explain us how Hello works?

MF: As you said, Hello is totally different. WhatsApp is based on the concept that I already know a person and its mobile number, in order to start our conversation. The same problem occurs with other similar services. Hello instead, is an instant messaging app that connects people in public chatrooms around locations even if you haven’t any previous connection with them. For example you could chat with people in your city or a in place you are going to visit, using our teleport feature. In the near future you’ll also see events and points of interest directly from our platform, where we’re going to offer paid premium services to businesses.

 

B&C: Thank you for your complete explanation. Now that we know what Hello is, we have to ask you: where and how are you promoting your App? Do you use Social Networks?

MF: We launched it at first on Product Hunt then we used only a few featured posts on Facebook to improve visibility of our press releases.

 

B&C: On the basis of my experiences, Hello could be a very useful App at big events but what are the opinions of the people? Do they think that Hello is a good idea? Or is it an App among the many Apps?

MF: We tried to create an Hello premium venue during a local event but it was too early and nobody had our App installed, but we’re actually working on a music event in September to offer them chatrooms for that. Our metrics will show if users like our product.

 

B&C: Recently, we have seen that Atooma, an Italian Software House, has secured an alliance with Samsung, and now its Atooma App is a very useful App in the Samsung ecosystem. Do you have some contacts with a big company like Microsoft, or Apple, or someone else, to put Hello in a renowned Mobile O.S.,  like Atooma did?

MF: I really like Atooma, they did a great work and I think their product is awesome. From our side, there’s actually no plan to be involved into an operating system, but we’ll see what the future reserves for us.

 

B&C: Italy is a resistant nation to the IT investments. Usually Italian companies invest into “old-style” companies (real estate, craft, etc.). What is the support of Italian institutions? As startup, do you have some assistance?

MF: Italy is really a strange place to start building a company, but something is moving and organizations are helping entrepreneurs in finding their path to let the company grow.

 

B&C: We can see that your team is composed of four members. Could you introduce your teammate? Do you think that your team is adequate for your targets?

MF: Our team is coarse. Everyone there is an unique person and not someone just covering a role. When we plan something together our question is “how much time”, not “can we do this” and that’s why I feel confident enough to say “yes, our team is totally qualified for that but we need to let it grow. Our family must be bigger!".

 

B&C: Your HQ is in Italy (Bologna). Have you ever thought about working in England or Germany? What do you think about the brain drain?

MF: Lets’s start saying that one of my goals is to create a great company based in Italy, like the one I lived in the US and to let someone else live the American Dream here in Bologna, because as someone once said, it’s really possibile to build a startup here in Bologna, without moving to the Silicon Valley. But to be honest, I initially thought it could be really hard to build a startup in Italy, then I decided to incorporate our company in London in order to get a more international appeal with the will of keeping the core of the company here in Bologna. Costs looked cheaper and everything looked easier. But I was wrong, and learning from my mistakes, I decided to reincorporate our company in Italy because it’s where we all want to stay and where I want to bring our revenues.

 

B&C: Last question, but not the least. Your software is available for iOS, but not for Android and Windows Phone, at the present moment. What do you think about the Windows Phones? Are these good products in your opinion? Will be realized a Windows Phone and Android version of Hello? What do you think about the three market? Iain McNeil, Development Director at Slitherine, is not enthusiastic about the PlayStore of Google: “The problem with Android is the store. It is a fiasco. Getting noticed is almost impossible. There is simply no section for new releases. A new game arrives and nobody knows as there is nowhere for them to these new games”.

MF: Well, considering that Giuseppe, my partner, is one of the best developers in town and he’s with me since the beginning, we started Hello with an App for iPhone. We have plans to cover Windows  Phone and Android too, but right now we’re pushing on iOS. In my opinion, the real problem with Android is the fragmentation of all the devices and their operating system versions.

 

B&C: Thank you Marco, it has been a pleasure talking with you!

MF: You’re welcome, the pleasure is mine. Thanks again.