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B&C: Ciao Marco, prima di tutto grazie per aver accettato il nostro invito. Potresti spiegare ai nostri utenti che ruolo e che posizione ricopri in Hello?

MF: Ciao Gian Maria, grazie a te, sono veramente felice di prendere parte a questa intervista. Partendo dall'inizio, ho cominciato a lavorare in maniera scanzonata ad Hallo, con Giuseppe Travasoni, nel settembre del 2014, ma presto ci siamo accorti che sarebbe potuta essere un'idea funzionale, e quindi l'abbiamo condivisa con la nostra attuale squadra. Dopo sette mesi di duro lavoro abbiamo lanciato la prima versione dell'applicazione e l'App per iOS. Attualmente, dopo sette mesi, sto ancora sviluppando il realtime backend del progetto, curo il design del prodotto e svolgo le mansioni impiegatizie della società.

 

B&C: A prima vista Hello sembrerebbe una copia di WhatsApp e Telegram, ma se lo si osserva più da vicino risulta completamente differente. Potresti spiegarci esattamente come funziona Hello?

MF: Come hai detto, Hello è totalmente differente. WhatsApp è basato sul concetto che prima di contattare una persona devo già conoscerne il numero di telefono, al fine di avviare la conversazione. Lo stesso meccanismo è comune agli altri servizi di comunicazione.
Hello, invece, è un'app di messaggistica istantanea che connette le persone in chatroom pubbliche dislocate in diverse locazioni, anche se non si possiedono direttamente i loro contatti. Per esempio, potresti chattare con le persone della tua città o di un luogo che stai visitando, utilizzando la nostra funzionalità “Teleport”. Nel prossimo futuro potrai inoltre vedere eventi e punti d'interesse direttamente dalla nostra piattaforma, e per questo siamo pronti ad offrire servizi premium a pagamento per le aziende.

 

B&C: Grazie per la spiegazione molto esauriente. Adesso che abbiamo capito cos'è e come funziona Hello, voglio chiederti: dove e come state promuovendo la vostra app? Utilizzate i social network per farlo?

MF: Abbiamo presentato l'applicazione per la prima volta su Product Hunt, quindi abbiamo pubblicato diversi articoli divulgativi su Facebook per migliorare la visibilità dei nostri comunicati stampa.

 

B&C: Sulla base delle mie esperienze, Hello potrebbe essere un'App decisamente utile durante i grossi eventi, ma qual è l'opinione degli utenti comuni? Pensano che sia una buona idea? O la considerano un'App come tante altre?

MF: Abbiamo tentato di creare un luogo d'incontro dedicato ad Hello durante gli eventi locali, ma si è rivelato prematuro in quanto quasi nessuno aveva la nostra App installata. Attualmente, comunque, stiamo lavorando ad un evento musicale che si terrà questo settembre al fine di offrire agli utenti una chatroom dedicata. Qui scopriremo se gli utenti apprezzeranno il nostro prodotto.

 

B&C: Recentemente abbiamo visto che Atooma, una software house italiana, ha stretto un'alleanza con Samsung, ed ora l'App di Atooma è un software di punta nell'ecosistema di Samsung. Avete avuto qualche contatto con grosse compagnie (Microsft o Apple, giusto per citarne un paio), per inserire Hello di default nei loro sistemi operativi, come è riuscita a fare Atooma?

MF: Mi piace molto Atooma, in quanto hanno fatto un gran lavoro e penso che il loro prodotto sia fantastico. Da parte nostra, attualmente non ci sono piani d'integrazione in sistemi operativi. Vedremo il futuro cosa ci presenterà.

 

B&C: L'Italia è un paese refrattario agli investimenti nel mercato informatico. Le aziende italiane, oggigiorno, preferiscono investire ancora nell'industria “vecchio stile” del settore secondario. Vorremmo quindi chiedervi che supporto state ricevendo dalle istituzioni italiane. Come startup, avete qualche agevolazione?

MF: L'Italia è un paese molto strano dove far partire una startup, ma qualcosa si sta muovendo e le istituzioni stanno aiutando i nuovi imprenditori a far crescere le loro aziende.

 

B&C: Possiamo osservare che il vostro team è composto da appena quattro membri. Potresti introdurlo ai nostri lettori? Pensi che il team così composto sia sufficiente per i vostri propositi?

MF: Il nostro team è in divenire. Ognuno qui è una persona unica e non qualcuno che copre anonimamente un ruolo. Quando organizziamo qualcosa insieme, quello che ci chiediamo è “quanto tempo ci occuperà?” e non “ce la possiamo fare?”, ed è per questo che sono convinto quando affermo che “sì, il nostro team è perfettamente capace di fare quanto ci proponiamo, ma abbiamo bisogno di crescere. La nostra famiglia deve crescere!”.

 

B&C: Il vostro quartier generale è in Italia, più precisamente a Bologna. Avete mai pensato di lavorare in Inghilterra o Germania? Cosa ne pensi della fuga dei cervelli dal Belpaese?

MF: Cominciamo con il dire che uno dei miei obiettivi è quello di creare un'importante azienda in Italia, al pari di quelle operano negli USA, così da permettere di far rivivere il sogno americano anche qui a Bologna. Una volta qualcuno disse che è possibile costruire una startup qui a Bologna, senza doversi muovere nella Silicon Valley. Comunque, ad essere onesti, inizialmente pensai che sarebbe stato veramente difficile costruire una startup qui in Italia, quindi decisi di fondare la nostra società a Londra, al fine di avere una maggiore attrattiva internazionale, mantenendo comunque il cuore della società qui a Bologna. I costi, inoltre, sembravano minori e la burocrazia più spedita. Ma mi sbagliai, ed imparando dai miei errori decisi di riportare la sede legale della società qui in Italia, perché è qui che vogliamo stare ed è qui che vogliamo portare i nostri guadagni.

 

B&C: Ultima domanda, ma non meno importante (a dire il vero, si tratta di un insieme di domande, eheh). Il vostro programma è disponibile per iOS, ma non per Android e Windows Phone, almeno per il momento. Cosa ne pensate dei Windows-fonini? Sono dei buoni prodotti? Realizzerete una versione di Hello per questi sistemi operativi? Cosa ne pensate di questi tre mercati? Iain McNeil, Capo Sviluppatore presso Slitherine, ci ha confidato di non essere soddisfatto del Play Store di Google: “Il problema con Android è il negozio. Dal nostro punto di vista è un fiasco. Essere notati è quasi del tutto impossibile. Non c'è una vera e propria sezione per i software più recenti. Un nuovo gioco viene rilasciato e nessuno sa come poterne venire a conoscenza”.

MF: Io e Giuseppe, mio collega, uno dei migliori sviluppatori in città e con me fin dal principio, abbiamo deciso di sviluppare l'App per iPhone. Abbiamo comunque in programma di sviluppare l'App anche per Windows Phone e Android, ma per il momento ci limiteremo a migliorare la versione per iOS. Secondo me, il reale problema di Android è l'eccessiva frammentazione dell'offerta, a causa della notevole quantità di terminali diversi e di versioni del S.O. installate.

 

B&C: Grazie Marco, è stato un piacere parlare con te!

MF: Grazie a te, il piacere è stato mio.