UPDATE: la casa sviluppatrice di Pokemon Go, Niantic, ha deciso di venire incontro alle richieste dei numerosi giocatori che utilizzano uno smartphone x86 dotato di SO Android, rilasciando una versione compatibile con questa piattaforma. Qui la pagina della petizione, in cui Fabio la Ciura - vittorioso - inserisce il link attraverso cui scaricare l'apk dell'app.

 

L'abbandono del mercato Smartphone da parte di Intel potrebbe farsi sentire prima del previsto per gli utenti Android. È notizia recentissima che l'app-killer “Pokemon Go” di Nintendo non funzioni con i terminali dotati di SoC Atom, e molti utenti sarebbero – giustamente – sul piede di guerra.

 

 

Va detto che Google non ha mai supportato direttamente l'ISA x86 per Android, lasciando ad Intel l'onere di ottimizzare e convertire il codice per questa architettura, sia perché i sorgenti sono Open Source sia perché Google sta puntando principalmente sull'ISA ARM. La casa di Santa Clara, abbandonando il mercato Mobile, ha però perso interesse in questo ambito, e quindi ha rallentato (o forse fermato?) i processi di ottimizzazione software, al fine di risparmiare denaro e puntare su altri mercati più proficui (Chrome OS e relativi Chromebook, ad esempio)

Il “rallentamento” del supporto Intel per Android sembra aver messo sul chi vive anche Dell, la quale ha deciso di interrompere la commercializzazione dei tablet Venue basati su Android, ed ha già affermato che non vi saranno più aggiornamenti importanti per quelli venduti (al massimo degli aggiornamenti critici relativi alla sicurezza).

Una ritirata molto veloce quella di Intel, che rischia di rendere davvero difficile la vita agli utenti di Smartphone e Tablet basati sui SoC Atom, e di rovinare almeno in parte la propria immagine presso i consumatori. Questi utenti delusi, comunque, hanno deciso di far sentire la propria voce, avviando una campagna di raccolta firme per incentivare Intel ad aggiornare Android, al fine di far funzionare Pokemon Go anche sui terminali basati sui SoC Atom. Ad oggi le firme raccolte sono circa 41.000: riusciranno nell'impresa?