Il sito cinese MyDrivers.com è stato invitato nel quartier generale del National Supercomputer Center, a Jinan, così da poter dare un’occhiata approfondita al primo Supercomputer completamente Made in China.
I raccordi di entrata e di uscita del raffreddamento a liquido (Il tablet da 9" ci fa comprendere le dimensioni dei tubi)
Senza dilungarci troppo su quanto scritto nell’articolo, esporremo solo le parti salienti.
Il supercomputer ha al proprio interno 143.000 CPU, con architettura proprietaria (né x86 né ARM), ed ognuna di esse ha 16 core. Queste CPU sono le Shen Wei SW1600C, operanti alla frequenza di 1 GHz, e sono saldate a coppie sulle schede madri utilizzate. Ogni CPU ha a disposizione 16GB di ram DDR3-1066. Le fasi di alimentazione sono 11+1 su ogni scheda madre.
Poiché le SW1600C non utilizzano un’architettura classica, il software utilizzato è scritto appositamente per queste ed anche i programmi sono tutti realizzati da un apposito team di sviluppo cinese. Un’altra cosa da notare è l’assenza di unità GPU (in genere Tesla), che invece sono presenti negli altri Supercomputer in giro per il mondo. Il Supercomputer cinese utilizza solo CPU pure.
Una delle sale del Supercomputer
La vasca del liquido refrigerante
La scheda madre con due CPU SW1600C saldate
Una cosa che ha notato la reporter del sito cinese è stata la silenziosità del sistema. Come mai? Perché Blu-Ray (il nome del supercomputer) è completamente raffreddato a liquido (acqua per la precisione): questo permette una maggiore efficienza ed assicura un completo silenzio.
Tra le righe si leggono ulteriori interessanti informazioni. Il National Supercomputer Center a Jinan vede la partecipazione di appena una quarantina di persone altamente qualificate, quando nei grandi centri USA, ad esempio, queste persone sono centinaia. Uno dei direttori del centro ha affermato che dal punto di vista Hardware (CPU) la Cina ha compiuto grandi passi avanti, asserendo di essere indietro di circa 10 anni nello sviluppo, ma nel comparto Software la distanza è decisamente maggiore (20 anni). Questo non significa, comunque, che la CPU cinese sia prestazionalmente pari ad un Pentium 4 Prescott. Per 10 anni, si intende il tempo necessario ad annullare il gap tra l’industria cinese e quella occidentale, accertato che entrambe le parti continueranno a sviluppare i propri prodotti. In pratica, tra 10 anni le CPU cinesi e le CPU occidentali dovrebbero equivalersi. E, per completezza, tra 20 anni i software.
In ultimo, attualmente in Cina sono in costruzione altri Supercomputer, ognuno dotato di un proprio Centro di R&D, e quattro di essi si avvarranno anche di GPU per il calcolo eterogeneo. Il governo cinese considera questo modus operandi migliore, rispetto alla realizzazione di un grande centro di sviluppo centrale, in quanto permette la creazione di più progetti, in futuro assimilabili tra loro. Un modo per velocizzare lo sviluppo tecnologico del gigante asiatico.
Pubblicato in: News, Hardware
Tags: cina , jinan , supercomputer
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