Dopo una lunga attesa, è giunto il giorno del debutto ufficiale della MSI R9 290X Lightning.
Il produttore taiwanese ha rivisto completamente il PCB ed il sistema di raffreddamento della scheda video top di gamma di AMD creando un prodotto esclusivo in grado di soddisfare gli appassionati di overclock più esigenti.
Cominciamo dal circuito stampato, che presenta ben 12 layer ed è cresciuto sia in altezza che in lunghezza per fare spazio alla poderosa sezione di alimentazione a 10+3+2 fasi (GPU+Mem+PLL), contro le 5+2+1 fasi del modello referenze. MSI ha optato per una componentistica di assoluta qualità: con CopperMOS, Hi-C CAP, nuovi SFC e Dark Solid CAP. L'alimentazione esterna arriva tramite 3 connettori PCIe AUX in configurazione 8+8+6 pin (al posto di quella tradizione a 8+6 pin) in modo da garantire un power draw di 450W. Da notare che MSI dedica uno dei tre connettori esclusivamente all'alimentazione delle memorie, lasciando i 75W forniti dallo slot PCIe x16 solo alla sezione PLL; questa separazione netta (ricordiamo che sul modello reference PLL e Mem condividono parte delle risorse) fa in modo che l'overclock delle memorie video non sovraccarichi il bus PCI Express. I controller di tensioni sono tre, anche in questo caso separati per GPU, MEM e PLL. A causa della particolare PPC dell' architettura Hawaii MSI non ha potuto utilizzare il modulo aggiuntivo GPU Reactor, ma ha posizionato direttamente on-board tutta la componentistica necessarie per diminuire i disturbi sulla tensione di alimentazione (ripple).
Sempre sul PCB sono presenti i punti V-Check per la lettura della tensione tramite multimetro digitale e lo switch per il BIOS "LN2 mode", quest'ultimo disabilita il sistema di protezione OCP (Over Current Protection) ed elimina il coldboot/cooldbug. Un faceplate in alluminio raffredda le sezione VRM e VRAM mentre un backplate (sempre in alluminio) protegge la circuiteria sul retro.
Passiamo al dissipatore della GPU. La base di partenza è il TriFrozr che abbiamo già visto sulle GTX 780 Lightning, ma MSI ha aumentato le dimensioni del radiatore (adesso il sistema di raffreddamento occupa tre slot e non più due) ed ha rivisto il design delle heatpipe. Le tre ventole che sovrastano la struttura sono indipendenti, ognuna dispone di un controller e di un connettore dedicato, e regolano la loro velocità in base alla temperature segnalata dai sensori presenti su GPU, Mem e mosFET.
Per quanto riguarda le specifiche di default: la R9 290X Lightning non esce con un overclock di fabbrica particolarmente spinto, solo 80MHz in più sulla GPU, ma questa è una scheda di nicchia e MSI lascia all'utente finale il piacere di scoprire la frequenza stabile e quella massima raggiungibile dalla GPU Hawaii XT (e fornisce tutti gli strumenti sw/hw necessari per farlo, ndr).
Il prezzo? Non conosciamo ancora quello italiano, ma in Inghilterra la scheda è disponibile a 530 Sterline (645 Euro al cambio attuale).
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