Skin ADV
Text Size

Non è passato molto, appena un mese, da quando Intel ha fatto la propria comparsa nel mercato delle schede di sviluppo consumer, di cui il Raspberry Pi è il progenitore. Intel, grazie ad Arduino, vorrebbe entrare nel mondo degli sviluppatori a basso budget, nelle grazie dei hobbysti, ma soprattutto vorrebbe fare concorrenza alle soluzioni di pari fascia basate su SoC ARM (Raspberry Pi e BeagleBone su tutti). Intel, in conclusione, vuole tenersi aperta la porta del recente mercato “Internet of Things”.

 

 

Arduino è una piattaforma basa sul SoC Quark X1000 a 32 Bit, prodotto con il nodo a 32nm. Inizialmente si è pensato che il SoC Quark fosse basato sull'architettura P54 (Pentium), ma Charlie Demerjian di Semi Accurate ha messo i classici puntini sulle classiche i. Quark è una revisione aggiornata del caro, vecchio ed ormai antiquato 80486: “It turns out that Quark is based on a 486 even though it is directly described as a “Pentium ISA Compatible -IA design”. How did Intel achieve a P5 ISA on a 486? Easy they added the handful of instructions to the old core while they ripped and replaced just about everything else”.

Un 486 clockato a morte, grazie all'avanzato processo produttivo, eppure decisamente costoso, almeno nel canale retail. Galileo, prima soluzione commerciale della piattaforma Arduino, è venduto a circa 60 euro, quando un Raspberry PI si può trovare a poco meno di 40. Perché scegliere la piattaforma Intel, concettualmente più antiquata ed oggettivamente più costosa? Se almeno qualcuno potesse mettere mano a Quark, aggiungendovi SIMD e magari altro ...

No. Intel non vuole neppure prendere in considerazione questa evenienza. Di rendere disponibile ad altre società il progetto del SoC Quark non se ne parla, nonostante risalga all'età della pietra. Al massimo, molto lentamente, si renderanno disponibili gli schemi della scheda Galileo, così da replicarla e modificarla, non certo del preziosissimo SoC.

Daniel Nenni, di SemiWiki, torna sull'argomento: “The first questions during the IDF Q&A were about Quark and the Intel business model. By definition a synthesizable core can be licensed and customized by the customer. ARM takes this to a deeper level by licensing the architecture and instruction set so customers have complete control over implementation. So the first question to Intel CEO Brian K. was: Will Intel license the Quark cores? The answer was, "No". Can Quark be manufactured outside of Intel? No. Can customers synthesize Quark? No. Can Intel be successful in the IoT market with their current Quark business model? No (my incredibly biased opinion). Fortunately business models can change faster than technology so Intel still has a chance with IoT and Quark but they had better hurry”.

Nenni non ha tutti i torti. Intel si sta mostrando eccessivamente granitica in un mercato ormai molto flessibile, dove ogni cliente cerca la soluzione perfetta, creata su misura, alle proprie problematiche.  Riuscirà Intel a capire questo prima che sia troppo tardi?


Pubblicato in: News, Tablet & Smartphone
Tags: arduino , arm , galileo , intel , quark , soc

OkNotizie
Gian Maria Forni
Autore: Gian Maria Forni
Esperto in:
Esperto di mercati e CPU
Sebbene sia laureato in Lettere e Filosofia, indirizzo Storia Contemporanea, e scriva per quotidiani e riviste di tale settore, ha sempre avuto la passione per l'informatica ed ha collaborato quale moderatore in importanti forum del settore
Notizie postate da Gian Maria ForniArticoli postati da Gian Maria Forni
985
news
42
articoli
     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Just some ads!