Dopo il sito cinese PCEva, anche il sito giapponese PCWatch testa un i7-4770K prima e dopo l'operazione di sostituzione della pasta. Al contrario della testata cinese, la quale ha utilizzato un dissipatore ad aria, la redazione nipponica ha testato il comportamento della CPU con un sistema a liquido AIO.

Sono state utilizzate due paste termiche tra HIS e Die, la Liquid Pro e la Prolimatech PK-3.
La piattaforma di test
Come è possibile osservare dalla tabella, le temperature diminuiscono rispetto alla CPU con la pasta “originale”, ma in maniera decisamente lieve. In overclock (4.4 Ghz con 1.3v di vCore) in Full Load si hanno appena 17° in meno. Con Ivy Bridge, per fare un confronto, la temperatura era diminuita di 20° con il medesimo test (Prime95 v27.9 Small FFTs), il quale non testa la iGPU, è bene precisarlo. In Full con frequenze default la temperatura diminuisce di 7°, mentre con Ivy Bridge era diminuita di 11°.
In standby, al contrario, le temperature sono praticamente identiche qualsiasi pasta si utilizzi.
A questo punto potrebbero avere ragione i ragazzi di PCEva: il problema è l'aver raggiunto il limite fisico del processo a 22nm.
Pubblicato in: News, Hardware
Tags: 22nm , haswell , intel , ivy bridge , pcwtach
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