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Questa è stata la password, per circa 20 anni, che si sarebbe dovuta digitare nel caso gli USA avessero dovuto lanciare un attacco nucleare nei confronti dell'URSS. Correvano i decenni '70-'80.

 

 

Pensando alla Guerra Fredda, ogni tanto, si sarà fantasticato alle peripezie compiute dagli agenti sovietici per venire a scoprire la password utilizzata dalle forze USA per lanciare un attacco nucleare. Una password incomprensibile, e lunghissima. Nulla di più errato. La password era conosciuta anche dal personale meno avanzato, e soprattutto era di una semplicità disarmante (il che è ironico, visto che si tratta della password necessaria ad “armare” decine di testate nucleari nei silos dislocati sul suolo statunitense): 00000000. Avete letto bene, si tratta di otto zero consecutivi.

Perché è stata scelta tale password? In principio, Robert McNamara, Secretary of Defence sotto la presidenza di J.F. Kennedy, gestiva la sicurezza di queste testate, e sotto la sua supervisione furono scelte diverse password decisamente complicate, così da evitare che qualche spia del blocco sovietico potesse venirne a conoscenza. Dopo che McNamara fu silurato, gli alti gradi dell'esercito statunitense decisero di modificarle tutte, in 00000000. In questo modo si sarebbe potuto lanciare un attacco nucleare in poco tempo. Ricordare o digitare una password complicata è una faccenda lunga e che potrebbe non funzionare: quante volte, voi lettori, utilizzando una password alfanumerica, dotata di simboli e maiuscole, avete dovuto ridigitarla? Questo era quello che volevano evitare i generali statunitensi, forse conoscendo anche il QI del soldato medio. Nonostante ciò, il comando statunitense comprese che tale password si sarebbe potuta dimenticare, quindi fu scritta su fogli distribuiti ai soldati: "Oh, and in case you actually did forget the code, it was handily written down on a checklist handed out to the soldiers".

Comunque, per evitare dei lanci non programmati, i quali avrebbero potuto scatenare la terza guerra mondiale, fu posto un dispositivo di sicurezza: due ufficiali avrebbero utilizzato due chiavi, una ognuno, per attivare il lancio di un singolo missile. Solo dopo aver effettuato questa procedura, si sarebbe potuto procedere con l'inserimento della password: “Our launch checklist in fact instructed us, the firing crew, to double-check the locking panel in our underground launch bunker to ensure that no digits other than zero had been inadvertently dialed into the panel”, spiega Bruce G. Blair, uno degli ufficiali che all'epoca dovevano portare una di queste chiavi.

Come spiegano nell'articolo del Today Found Out, questa procedura violava palesemente la costituzione americana, in quanto solo il Presidente avrebbe dovuto dare il via al lancio dei missili nucleari. I soldati addetti, infatti, avrebbero dovuto aprire delle buste contenenti la password del proprio silos di competenza, solo dopo aver avuto il diretto ordine del presidente USA. Il fatto che la password fosse unica per tutti, avrebbe reso nulla questa procedura, permettendo al Strategic Air Command (che gestiva i silos di lancio) di poter scavalcare gerarchicamente il Presidente, così da lanciare un fulminio attacco nucleare.

A questo punto viene da chiedersi: quanto è realmente sicuro, oggi, l'arsenale nucleare di Usa, Russia, Gran Bretagna, Israele, India, Pakistan, Corea del Nord e Cina?


Pubblicato in: News, Software
Tags: guerra fredda , nucleare , password , silos , stati uniti , urss , usa

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Gian Maria Forni
Autore: Gian Maria Forni
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Sebbene sia laureato in Lettere e Filosofia, indirizzo Storia Contemporanea, e scriva per quotidiani e riviste di tale settore, ha sempre avuto la passione per l'informatica ed ha collaborato quale moderatore in importanti forum del settore
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