Potrebbe sembrare incredibile, ma effettivamente c'è una persona che afferma di voler essere pagato per aver inventato il World Wide Web, nel lontano 1993.

Michael Doyle sostiene di essere stato il padre, insieme ad altri due studenti, del WWW dai tempi del college, quando alla University of California (UC) ha realizzato un programma che permetteva agli utenti di interagire con un'immagine all'interno di un browser.
La rivista Wired sta già seguendo la vicenda, precisamente a Tyler, in Texas. La città è stata scelta perché conservatrice e la sua Corte ha dato ragione a molti patent troll. (fonte)
Tornando a Doyle, la sua invenzione, utilizzata per la prima volta nel 1993 per visualizzare embrioni all'interno di un browser, è stata registrata dalla UC, ed ora cerca di farsi pagare le royalties non percepite, dal 1993 ad oggi. Si parla di decine di miliardi di dollari.
Il fatto è tanto più incredibile se si pensa che lo stesso Doyle ha vinto una causa contro Microsoft, facendosi risarcire circa 100 mln di dollari, con la sua compagnia, la Eolas Technologies (ET). Il caso scosse talmente il mondo dell'IT che la ET divenne il simbolo del Patent Trolling.
Per il momento si sono messe in moto tutte le più grandi compagnie che offrono servizi Web, e quindi gli avvocati migliori: Google, Microsoft, IBM, Yahoo!, Amazon e molte altre.
Una vittoria di Doyle potrebbe portare al collasso del World Wide Web, almeno negli Stati Uniti d'America.
Anche il W3C si è messo in moto: The W3C, the global web standards group, contacted the patent office directly, sending a letter signed by Berners-Lee warning that unless the Eolas patent was invalidated it would cause the “disruption of global web standards” and cause “substantial economic and technical damage to the operation of the World Wide Web.”
La causa invocata da Doyle ha messo in imbarazzo anche l'Università della California, la quale potrebbe sì guadagnare molti soldi da un'eventuale vittoria, ma sarebbe anche ricordata come l'università che ha distrutto il WWW.
La giuria si riunirà oggi per decidere se i brevetti sono validi o meno. In caso affermativo partirà il vero e proprio processo, che vede sul banco degli imputati le più grandi aziende IT del mondo. A quel punto tutto potrà accadere.
Una curiosità: singolare che questa causa sia partita dopo i feroci scontri per il SOPA e il PIPA. Che Doyle abbia dei manovratori occulti? Distruggendo il WWW, finirebbe anche la pirateria online, una volta per tutte.
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Tags: asus , intel x79 , scheda madre
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