L’interesse di Intel al mondo dei PC compatti, o comunque a bassissimo consumo, non è nato recentemente con i NUC e gli Ultrabook, contrariamente a quello che si potrebbe pensare. Già un primo sguardo a questo mondo lo diede con l’arrivo nel 2000 di Transmeta e delle sue CPU Crusoe, caratterizzate per l'epoca da consumi ridicolosamente bassi pur trattandosi di CPU x86.
Le CPU di Transmeta portarono effettivamente una ventata d'aria fresca nel settore x86, tanto che diverse case sperimentarono interessanti prodotti. Pensiamo al Compaq TC1000 presentato nel 2003 ed equipaggiato con la CPU Crusoe TM5800: si trattò del primo 2in1, in grado di essere utilizzato sia come Tablet sia come Notebook (Intel contattò subito Compaq e nell'arco di appena qualche mese fu approntato il TC1100, basato su CPU Intel Pentium M ULV!). Oppure pensiamo ai mini PC Fujitsu Siemens Futro S, caratterizzati da un design ultra compatto ed un consumo totale inferiore ai 25W!
Intel, ben sapendo che queste novità avrebbero potuto costituire un problema per il proprio core business, prima introdusse i Pentium M (Versioni ultra selezionate delle proprie CPU Desktop), quindi la linea Centrino (Composta da CPU appositamente studiate per il mercato Mobile). Nell’arco di appena 4 anni, a causa dell’aggressiva politica commerciale di Intel, Transmeta si ritirò dal mercato delle CPU. Oggi la filosofia di Transmeta rivive nelle CPU Denver di NVIDIA.

Da allora la questione relativa ai consumi è divenuta sempre più importante, tanto che oggi è una tra le principali discriminanti per l’acquisto di un PC completo o di un singolo componente rispetto ad un altro (A parte fanboysmi): bastano davvero pochi watt di consumo in più per decretare il successo o l’insuccesso di un prodotto in certi gruppi di discussione! Basta vedere il caso della Radeon RX480 reference.
Non è un caso, quindi, che Intel stia spingendo moltissimo sui prodotti a basso consumo, in quanto da un punto di vista d’immagine rappresentano senz’altro un ottimo strumento di marketing: “Guardate! Oggi potete fare quello che facevate appena X anni fa, consumando una frazione di corrente!”. Un traguardo non da poco, soprattutto se lo rapportiamo a quelli conseguiti in altri ambiti, ad esempio quello automobilistico. Forse le auto di oggi consumano un decimo delle auto vendute 5 anni fa? No di certo.
Delle belle parole dei vari reparti marketing non c’è però da fidarsi, e proprio per questo oggi andremo a recensire – in anteprima europea! - la punta di diamante di Asus nel settore dei mini PC dedicati al mercato Embedded: la VivoMini UN66-MB5E, equipaggiata con la recente CPU i7-6500U di Intel (Skylake).
Andiamo a scoprire questo gioiellino!
Pubblicato in: Articolo, Hardware
Tags: asus , business , digital signage , embedded , intel , minipc , minivivo un66 , Skylake
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