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Per la serie "a volte ritornano", l'ormai imprevedibile HTC ha tirato fuori dal cappello uno smartphone di fascia medio-alta con a bordo un SoC che conosciamo fin troppo bene, ossia lo sfortunato Qualcomm Snapdragon 810.

L'HTC 10 Evo non è altro che la versione internazionale di quella lanciata qualche giorno fa in esclusiva per il mercato Statunitense, precisamente per l'operatore Sprint e con il nome di Bolt, oltre che una ovvia variante "depotenziata" dell'originale HTC 10 ufficializzato in quel di Aprile.

Questo dispositivo, che si può definire "ibrido", è caratterizzato dal medesimo design del fratello maggiore; a confronto la scocca unibody in metallo risulta solo un tantino più grande ma guadagna la certificazione IP57 ed un display con diagonale da 5.5"(si tratta sempre di un pannello SuperLCD 5 avente risoluzione 2560*1440p - 564 PPI caratterizzato dal profilo di tipo 2.5D e protetto dalla tecnologia Gorilla Glass).

 

htc 10 evo pres

 

Le restanti caratteristiche tecniche prevedono una ROM da 32GB espandibile tramite microSD fino a 2TB, 3GB di memoria RAM LPDDR4, una fotocamera posteriore con un "classico" sensore da 16MPx coadiuvato da OIS/doppio flash LED ed una fotocamera anteriore con sensore da 8MPx, sensore d'impronte posizionato sul tasto fisico frontale, una batteria da 3200mAh non removibile, ed infine il Sistema Operativo Android 7.0 con interfaccia proprietaria Sense.

Una delle peculiarità di tale smartphone è senz'altro la presenza della porta USB Type C, la quale sfortunatamente obbliga ad utilizzare un adattatore per usufruire delle normali cuffie dotate di jack da 3,5mm, data la mancanza di quest'ultimo.

Nonostante la presenza del SoC Snapdragon 810, il quale ha dimostrato nel tempo che se ben dissipato può comunque offrire prestazioni tutt'ora dignitose, siamo convinti che questo dispositivo possa farsi valere: le caratteristiche chiave ci stanno tutte, ma ovviamente al giusto prezzo.

A quanto pare questo HTC 10 Evo verrà commercializzato nel Regno Unito a partire da fine novembre, con un prezzo di 399£ (circa 468€ secondo il cambio attuale) ed esclusivamente tramite lo store online (probabilmente nel nostro Paese avverrà in egual modo) ... peccato che con soli 439€ si può acquistare un OnePlus 3T nel taglio da 64GB, con display OpticAMOLED 1080p e SoC Snapdragon 821 accoppiato a 6GB di memoria RAM LPDDR4!

 

 

Categoria: Mobile
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OnePlus ha tolto i veli alla versione potenziata, guarda caso denominata "Turbo", del suo ultimo top di gamma, lanciato in quel di Giugno, allineandosi quindi alle strategie di mercato già attuate dalle aziende concorrenti.

OnePlus 3T non è altro che lo stesso smartphone già in commercio, che per dimensioni ed aspetto rimane identico al suo precedessore, ma con diverse migliorie presenti sotto il cofano, quali:

- il SoC Qualcomm Snapdragon 820 viene sostituito dal più recente Snapdragon 821

- la batteria passa da 3000mAh a 3400mAh

- il precedente sensore anteriore Sony IMX 179 da 8MPx lascia il posto al nuovo Samsung 3P8SP da ben 16MPx

Spunti di lettura:

OnePlus 3 è ufficiale, con Snapdragon 820 e 6GB RAM a 399€

one plus 3t-pres

Restano invariate le restanti caratteristiche tecniche come i ben 6GB di memoria RAM LPDDR4, la fotocamera posteriore con sensore Sony IMX 298 da 16MPx (protetta ora da un vetro zaffiro e con OIS migliorato), il display da 5.5" con pannello OpticAMOLED 1080p (441 PPI) e il sistema operativo Oxygen OS (basato su Android 6.x Marshmallow) che beneficia di nuove opzioni per la personalizzazione (l'aggiornamento alla versione basata su Android Nougat 7.x dovrebbe comunque arrivare entro breve tempo).

OnePlus 3T sarà disponibile in Europa dal giorno 28 Novembre tramite lo store proprietario al prezzo di 439€ nella variante da 64GB, oppure al prezzo di 479€ per quella da 128GB.

Rimane attualmente disponibile all'acquisto l'originale OnePlus 3, ma esclusivamente fino ad esaurimento scorte. Cosa ne pensate di questo "update"?

 

 

Categoria: Mobile
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Chi l’ha detto che chi fa da se fa per tre? Sicuramente non è il caso di Samsung, come riporta il Wall Street Journal. La casa coreana ha deciso di testare e certificare nei propri laboratori le batterie che avrebbero equipaggiato i Galaxy Note 7, attualmente nell’occhio del ciclone a causa di numerose esplosioni.

 

 

Tutti gli altri grandi produttori di Smartphone, Apple compresa, si affidano a laboratori specializzati per testare e certificare le proprie batterie (Ve ne sono 28 nei soli Stati Uniti), ma Samsung, un po’ per risparmiare un po’ per velocizzare la burocrazia, ha evitato questa prassi. Una prassi divenuta abitudine da circa 3 decenni negli USA, secondo quanto riporta sempre il WSJ, in quanto solo laboratori terzi – non direttamente controllati dalle aziende produttrici – sono in grado di elargire la certificazione CTIA al fine di garantire prodotti affidabili. Dal sito CTIA riportiamo: “Yet many consumers don’t realize that the U.S. wireless industry, through CTIA, takes extensive steps to ensure its products (e.g., phones, tablets, batteries, etc.) are reliable before they are commercially available”. Perfino Motorola, durante il suo periodo d’oro, sebbene avesse laboratori propri, si rivolgeva a questi laboratori per ottenere la certificazione CTIA.

Non v'è quindi da meravigliarsi che Samsung, dopo il Note 7-Gate, sembra abbia deciso di ritornare sui propri passi, affidandosi nuovamente a laboratori indipendenti per certificare le proprie batterie.

Categoria: Mobile
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Come da programma, ed a circa un anno di distanza dal lancio del suo predecessore, Huawei completa la serie 9 dei suoi dispositivi, attualmente formata da P9 / P9 Plus e P9 Lite, con la punta di diamante, il phablet Mate 9.

Inutile dire che il dispositivo risulta una valida evoluzione del predecessore, le cui linee dello chassis risultano molto simili, al pari del from-factor; diminuiscono un pelo le dimensioni (156,9 x 78,9 x 7,9 mm contro 157.1* 80.6* 7.9mm) ma aumenta il peso complessivo (190g vs 185g).

A bordo è presente un nuovo dislpay LCD IPS True Life da 5.9" con risoluzione 1080p (373 PPId, contrasto 1500:1) mosso dal nuovo SoC Kirin 960, basato sulle nuove CPU con architettura Cortex-A73 ed iGPU Mali G71 MP8, accompagnato da 4GB di memoria RAM LPDD4 e 64GB di spazio per archiviazione, espandibili tramite microSDXC fino a 256GB.

Anche per questo dispositivo Huawei ha collaborato con Leica per quanto riguarda il comparto fotografico, il quale comprende ben due sensori posteriori (12MPx sensore RGB e 20MPx sensore monocromatico) coadiuvato da flash LED bitonale e zoom digitale 2X.

Un'ulteriore chicca è rappresentata dalla nuova ROM EMUI 5, basata su Android Nougat, la quale integra un algoritmo di Machine Learning che servirà a rendere sempre reattivo il sistema che imparerà ad ottimizzare le risorse in base al nostro utilizzo "comune". Non manca un parco sensori/connessioni completo, oltre che una batteria da 4.000mAh dotata di sistema per la ricarica rapida.

huawei mate 9-pres

HUAWEI MATE 9 - le caratteristiche tecniche:

    • DISPLAY - 5,9" full HD IPS 2.5D
    • SoC - Kirin 960 octa-core (4x Cortex-A73 a 2,4 GHz + 4x Cortex A53 a 1,8 GHz) con GPU Mali G71 MP8 + coprocessore i6
    • RAM - 4 GB
    • Memoria interna - 64 GB espandibile tramite microSDXC fino a 256GB
    • Fotocamera posteriore - 12MPx (sensore RGB) + 20MPx (sensore monocromatico), apertura f/2.2, OIS e zoom digitale 2X
    • Fotocamera Frontale - 8MPx con apertura f/1.9
    • Connettività - dual SIM, LTE, Wi-Fi, Bluetooth 4.2, GPU, USB Type-C
    • Dimensioni - 156,9 x 78,9 x 7,9 mm
    • Peso - 190 grammi
    • Batteria - 4.000 mAh con SuperCharge (60% in circa mezz'ora)
    • OS - Android 7.0 Nougat, con EMUI 5.0 e Machine Learning Algorithm

 

 

Hawei Mate 9 sarà a breve disponibile in Italia nelle colorazioni Space Gray e Moonlight Silver al prezzo di 749€.

Contestualmente ne verrà commercializzata una esclusiva variante denominata "PORSCHE DESIGN" la quale sarà caratterizzata dalla colorazione Graphite Black, display AMOLED 5.5" QHD curvo sui bordi (simile ai terminali Edge di Samsung) e 6GB di memoria RAM / 256GB spazio per archiviazione al prezzo di ben 1.395€.

Maggiori informazioni su Huawei Mate 9 sono disponibili sul sito ufficiale, a questa pagina.

Di seguito il video trailer con il quale gli sviluppatori della ROM EMUI 5.0 spiegano come funziona il sistema che integra l'algoritmo Machine Learning:

 

VIA - Androidworld.it / HDBlog.it

Categoria: Mobile
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È già capitato diverse volte che un nuovo smartphone soffra di "esplosioni precoci", ma la situazione che vede protagonista Samsung con il Galaxy Note 7, annunciato i primi di Agosto e commercializzato ufficialmente ai primi di Settembre, ha ben poco di "comico".

Probabilmente non tutti sono a conoscenza che almeno inizialmente, a seguito di simili casi accaduti in diverse parti del mondo, Samsung aveva annunciato il ritiro ufficiale dal mercato della prima revisione di questo phablet, limitandone tramite un update software la carica della batteria al 60%, con la promessa di sostituirlo prontamente con una revisione aggiornata.

Nonostante ciò, purtroppo, anche diversi modelli tra quelli già sostituiti hanno continuato a soffrire dello stesso problema provocando diversi danni (anche fisici) ai proprietari, tant'è che diverse compagnie aeree hanno vietato ai propri passeggeri di imbarcarlo per ovvi motivi di sicurezza. Praticamente diverse migliaia di persone hanno camminato con una bomba in tasca.

Nel tardo pomeriggio di oggi Samsung ha deciso non solo di ritirare dal mercato il Galaxy Note 7, ammettendo ancora una volta l'evidente problema, ma anche di interromperne la produzione; ancora non è chiaro se si tratta di un difetto di progettazione oppure di componentistica, ma speriamo di scoprirlo al più presto.

 E voi, cosa ne pensate?!

galaxy note 7 PRES retired

Di seguito il comunicato stampa ufficiale, visionabile sulla pagina ufficialmente dedicata alla sostituzione dei primi modelli:

A tutela della sicurezza dei consumatori, che è da sempre la priorità di Samsung ed elemento fondante del suo impegno, per garantire i più alti standard di affidabilità e qualità, l'azienda ha deciso di interrompere la vendita e la produzione del Galaxy Note7 e il programma di sostituzione di questi dispositivi, invitando i consumatori a spegnere i Galaxy Note7 in proprio possesso e riconsegnarlo al punto vendita presso il quale è stato acquistato.

A livello internazionale, stiamo lavorando con organismi di regolamentazione competenti per investigare i casi recentemente segnalati che coinvolgono esclusivamente il modello Galaxy Note7. Poiché la sicurezza dei consumatori rimane la nostra massima priorità, Samsung ha chiesto a livello globale a tutti gli operatori telefonici e ai distributori partner, di interrompere le vendite e le sostituzioni dei Galaxy Note7.

Relativamente al mercato italiano, il prodotto non è mai stato ufficialmente messo in commercio, se non attraverso una prima fase di pre-ordine di circa 4.000 unità, di cui consegnate meno della metà. Per agevolare il processo di ritiro del Galaxy Note7, Samsung Electronics Italia ha messo a disposizione alcuni servizi tra cui: servizio di ritiro del prodotto, servizio di assistenza dedicato al numero verde 800 025 520, sito dedicato http://www.samsung.com/it/note7exchange/. A tutti i consumatori, che hanno effettuato il pre-ordine, Samsung Electronics Italia garantisce il rimborso totale e immediato dell'importo versato. Sempre a questi consumatori, verranno inoltre spediti subito dopo la restituzione del Galaxy Note7, i premi promessi in fase di pre-ordine.

 

• la facilità di deflagrazione del Galaxy Note 7 di Samsung ha spinto più utenti a creare una satira più o meno rilevante e divertente.

Il genio del caso è l'utente @HitmanNiko, il quale con una apposita mod ha inserito su GTA V il modello poligonale dello smartphone al posto della classica granata; la mod è disponibile al download gratuitamente a questa pagina https://www.gta5-mods.com/weapons/samsung-galaxy-note-7-bomb.

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mi mix presGiornata di annunci per l'ormai popolare Xiaomi, e probabilmente di "memorabilità".

I terminali presentati oggi hanno sicuramente attirato le attenzioni di molti utenti ma solo uno di questi, e non parliamo del Mi Note 2 che strizza l'occhio a tutti gli appassionati rimasti a bocca asciutta per il susseguirsi di esplosioni del Galaxy Note 7 di Samsung, farà parlare molto di se nei prossimi giorni.

Mi Mix non è altro che un "semplice" phablet dalle dimensioni similari ad un iPhone 7 Plus di Apple, ma con un display OLED che riesce a coprire una superficie pari al 91.3% del layout frontale. Questo, caratterizzato da un fattore di forma 17:9 così da risultare 16:9 con i tasti a schermo attivi, ha una risoluzione pari a 2040*1080p spalmati su una diagonale da 6.4" (360 PPI).

Per rendere possibile una soluzione del genere, Xiaomi ha sostituito il sensore di prossimità con uno ad ultra suoni e lo speaker per le conversazioni telefoniche con un modello che adotta la tecnologia "Cantilever piezoelectric ceramic acoustic technology" (sarebbe una sorta di "conduzione ossea"), e riposizionando la fotocamera frontale da 5MPx sul bordo inferiore destro dello stesso.

 

mi mix spec

 

All'interno del body realizzato interamente in ceramica, che sul posteriore integra un sensore da 16MPx coadiuvato da flash LED bitonale e sensore d'impronte, si nasconde il SoC Qualcomm Snapdragon 821, alimentato da una batteria da ben 4400mAh.

Non manca un parco sensori/connessioni completo, supporto Dual-nanoSIM, diverse frequenze per la 4G/LTE ed infine la ROM MIUI 8 (ricordiamo ancora basata su Android Marshmallow) ad amministrare il tutto.

Xiaomi Mi Mix ruba quindi l'attenzione dai conosciuti prototipi similari di Shapr, e sarà disponibile dal prossimo 4 Novembre in Cina (non sappiamo se e quando arriverà dalle nostre parti), probabilmente con scorte molto limitate, nelle seguenti varianti:

  • 3.499 yuan (475€) - 4 GB RAM / 128 GB
  • 3.999 yuan (540€) - 6 GB RAM / 256 GB / particolari in oro 18K

Maggiori informazioni sono disponibili sul forum ufficiale di Xiaomi, a questa pagina.

 

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Dal 30 Settemebre eBay ha deciso di non supportare più la propria App per terminali Windows Phone, e dalla giornata di ieri ne ha interrotto anche la fruizione, obbligando di fatto gli utenti degli Smartphone Lumia (Tra cui il sottoscritto) a dover utilizzare eBay attraverso il browser.

 

 

Questa notizia giunge qualche mese dopo lo stop al supporto di HERE, un sistema di navigazione satellitare offline, recentemente acquistato da una cordata di aziende tedesche e precedentemente punta di diamante dell’offerta Lumia (Io stesso devo ammettere di aver acquistato un Lumia proprio per la presenza di HERE, a mio parere il miglior navigatore offline in ambito Mobile).

Se questo trend dovesse rafforzarsi, eventualità molto probabile, i terminali Lumia potrebbero subire un ulteriore calo delle vendite, già ora decisamente fiacche. A parte l’App gratuita di Office, attualmente i terminali Lumia non hanno assolutamente nulla da offrire in più rispetto a quelli Android. D'altra parte le avvisaglie di un possibile abbandono dei terminali Lumia sono sempre più frequenti, quindi al momento sarebbe alquanto avventato acquistarne uno, considerato lo stato di incertezza che vi gravita attorno.

 

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All’uscita dell’iPhone 7 (Nelle varianti “Vanilla” e Plus) abbiamo pubblicato una news riportando come Apple avesse scelto di integrare in questi terminali i Modem LTE sia di Qualcomm sia di Intel, realizzando in totale quattro varianti. Si tratta sicuramente di un evento storico per Intel, in quanto la casa di Cupertino fino a quel momento aveva utilizzato solo i modem di Qualcomm, decisamente più performanti, ma anche più costosi.

 

 

Cosa comporta questo per l’utente finale? Prima di tutto i modelli dotati di Modem LTE Intel sono disponibili solo in alcuni mercati. Poiché questi mancano delle tecnologie TD-SCDMA e CDMA EV-DO, richieste rispettivamente in Nord America, Giappone e Cina, i modelli dotati modem Intel sono commercializzati principalmente in Europa (oltre a diverse zone dell’Africa e Mediterranee).

Questa scelta è stata fatta da Apple probabilmente per massimizzare gli utili, in quanto alcune voci di corridoio affermerebbero che Intel starebbe vendendo questi modem a prezzo di costo. Perché integrare negli iPhone europei dei Modem LTE con più funzioni di quelle necessarie?

Non sono però solo alcune funzioni a mancare negli iPhone 7 venduti sul vecchio continente. Le prestazioni dei due Modem LTE, come puntualizzato in questo articolo di Cellular Insights, sono decisamente differenti. Non solo la ricezione del Modem  LTE di Qualcomm è migliore, ma anche la bandwidth disponibile risulta molto più elevata. L’autore dell’articolo conclude così: “In all tests, the iPhone 7 Plus with the Qualcomm modem had a significant performance edge over the iPhone 7 Plus with the Intel modem. We are not sure what was the main reason behind Apple’s decision to source two different modem suppliers for the newest iPhone. Considering that the iPhone with the Qualcomm modem is being sold in China, Japan and in the United States only, we can not imagine that modem performance was a deciding factor”.

Anche nei forum delle più importanti testate internazionali alcuni utenti dell’iPhone 7, clienti Apple da anni, sembrano esserne rimasti delusi. Ad esempio l’utente FIVR, sul forum di Anandtech: “I can vouch that my A1778 128GB iPhone 7 has significantly worse reception on 4G and 3G/HSPA in the same areas and at the same times as it had when I had a 6S or when I had a 5S before that. This model was shown to have the Intel XMM7360 modem. I am considering trading it in for a 6S again. Where I used to have strong LTE (4+ bars) I know barely get 3 bars of HSPA and it sometimes drops to EDGE. This intel modem and thus this Apple phone is the worst PHONE I've owned since my iPhone 5S in terms of reception. It may be worse than a 5S”.

E voi, come vi trovate con il nuovo iPhone 7? Avete avuto le medesime sensazioni?

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L'addio al brand Nexus - i cui ultimi smartphone sono già stati rimossi dagli store - era nell'aria da diverso tempo, sebbene la community di appassionati ha tentato di negare tale tendenza, ma con la presentazione dei nuovi Pixel e Pixel XL, anticipati da diversi leak dei giorni scorsi, Google ci mette ufficialmente una pietra sopra.

Questi due nuovi smartphone hanno tutta l'aria, e potremo dire anche l'aspetto, di essere nati proprio per contrastare l'offerta di Apple, la quale continua a macinare numeri da record grazie anche ai nuovi iPhone 7 e 7 Plus.

Prodotti in collaborazione con HTC, questi due nuovi smartphone risultano praticamente identici, e di fatto lo sono, differendo solo per le misure dei corpi unibody realizzati in metallo, da 143.8 x 69.5 x 7.3 ~ 8.5 mm e da 154.7 x 75.7 x 7.3 ~ 8.5 mm, per un peso di, rispettivamente,  143g e 168g, e con la diagonale/risoluzione del display Super AMOLED integrato da 5" 1920*1080p (441 PPI) e 5.5" 2560*1440p (534 PPI).

pixel pixel-XL pres

Il cuore di entrambi è prodotto da Qualcomm, nella fattispecie l'aggiornato Snapdragon 821, mentre per l'autonomia Google si è affidata rispettivamente a batterie da 2770mAh e 3450mAh, sfortunatamente non removibili ma supportate da un sistema di ricarica rapida; anche la memoria interna, come da tradizione, non risulta espandibile.

Il resto delle caratteristiche tecniche risultano praticamente condivise, e cioè:

    • SoC - Qualcomm Snapdragon 821 con GPU Adreno 530
    • RAM - 4 GB LPDDR4
    • Tagli di memoria - 32 / 128 GB
    • Fotocamera posteriore - 12,3MPx (Sony IMX378) con OIS (1,55 um pixel, f/2.0)
    • Fotocamera frontale - 8MPx (Sony IMX179)
    • Connettività - LTE, Wi-Fi 802.11ac (2.4/5 GHz), Bluetooth 4.2, GPS, USB Type-C

pixel pixel-XL feature

Non manca un parco sensori/connessioni completo, tra i quali spicca un sensore d'impronte a riconoscimento rapido, ed un ottimo comparto fotografico, giudicato con un 89/100 per la prima volta DA DxOMark. Questi terminali integrano la nuovissima distribuzione Android 7.1 Nougat.

Dunque, tirando velocemente le somme senza approfondire laddove non serve, è chiaro come gli appassionati del brand Nexus si troveranno sicuramente dinanzi ad un ottimo dispositivo mobile mancante, a nostro avviso, di un'anima.

I pre-ordini sono già aperti in USA ed altri paesi come Germania/Gran Bretagna, con effettiva disponibilità da giorno 20 Ottobre nelle colorazioni Very Silver, Quite Black e Really Blue. Non sono stati ancora ufficializzati i prezzi e la disponibilità per l'Italia ma sappiate che questi costeranno in Germania, rispettivamente nelle varianti da 32/128GB, 759/869€ e ben 899/1009€! 

Noi come tanti altri, oltre ai ragazzi di Androidworld.it, pensiamo che ulteriori commenti siano superflui.

Maggiori informazioni sui nuovi Pixel e Pixel XL di Google sono disponibili sul loro nuovo sito ufficiale, a questa pagina.

 

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MediaTek ha avviato la commercializzazione del SoC Helio P15, erede dell’apprezzato Helio P10. Si tratta di un SoC dotato di otto core Cortex-A53 operanti fino a 2.2 GHz e di una GPU Mali-T860 MP2. Supporta le memorie LPDDR3 (In modalità Single Channel) fino a 1866 MHz ed integra un modem LTE Cat.6.

 

 

Ancora una volta MediaTek si affida a TSMC ed ai suoi 28nm BULK (Con tutta probabilità la variante High Performance Compact Plus) per la produzione, in quanto l’Helio P15 andrà a ricoprire la fascia media del mercato. Per la fascia medio-alta e alta MediaTek sfrutterà i 16nm FF di TSMC con i SoC P20, P25 e X30, di cui avevamo già dato notizia.

Dal punto di vista hardware si tratta sicuramente di una soluzione di tutto rispetto, e che sicuramente verrà venduta ad un prezzo molto concorrenziale, come è da tradizione MediaTek, ma rimaniamo scettici sul supporto software della casa cinese, il vero tallone d’Achille dei suoi SoC. MediaTek difficilmente rilascia i sorgenti dei driver dei propri prodotti, e questo si traduce in uno scarso supporto da parte delle comunità di sviluppatori indipendenti di ROM Android custom. Ugualmente, molte case tendono ad abbandonare velocemente il supporto ai propri smartphone dotati di SoC MediaTek. Speriamo che questo non accada con i nuovi SoC.

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Secondo quanto riporta la testata taiwanese Digitimes, Spreadtrum produrrà alcuni SoC sui 14nm 3D-Gate di Intel, come si era ventilato più di un anno fa. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata: Intel ha abbandonato il mercato degli Smartphone, ha chiuso con i Contra Revenue e gli investimenti diretti in Spreadtrum per produrre SoC x86 non sono stati più menzionati. Tutto sembrava far supporre che Spreadtrum avesse fatto marcia indietro.

 

 

A quanto pare, invece, i piani di sviluppo sono continuati a pieno ritmo e nel prossimo futuro potremo provare con mano quanto è stato realizzato. Va comunque notato come Digitimes non faccia alcun riferimento all’ISA x86, segno che i nuovi SoC con tutta probabilità frutteranno l’ISA ARM. Le recenti certificazioni per produrre core ARM sui 14nm e 10nm di Intel lasciano intendere proprio questo.

Sempre secondo Digitimes i nuovi SoC di Spreadtrum sembrano interessare Samsung, al fine di equipaggiare degli smartphone di fascia media.

La decisione di Spreadtrum di rivolgersi ad Intel non andrà però ad intaccare i proficui rapporti finora intessuti con TSMC, in quanto l’azienda cinese continuerà a produrre con i 28nm e i 16nm FinFET della fonderia di Taiwan. In ultimo, voci di corridoio affermano vi sia la possibilità che Spreadtrum possa produrre questi SoC presso Intel giusto per via di alcune clausole contrattuali, dopo che quest’ultima si è impegnata negli anni passati ad investire ingenti somme nell’azienda cinese. Di questo, comunque, non c'è prova diretta.

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