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Samsung non vuole rimanere indietro dal punto di vista dell'immagine rispetto ad Apple, la quale ha già cominciato la produzione in massa del SoC A8 presso TSMC con nodo a 20nm, e per questo cerca di arrivare prima alla commercializzazione di un SoC, sempre a 20nm, anche a costo di riciclare tecnologie già vecchie.

 

 

Se Apple, con l'A8, ha affinato i Cortex-A57 basati su architettura ARMv8 (64 Bit) realizzando dei Core-Custom, così da sfruttare fino in fondo l'utilizzo dei 20nm, al fine di avere un notevole boost prestazionale rispetto alla generazione precedente di SoC, Samsung si limita ad un Die Shrink di quanto si è già visto.

I core utilizzati per l'Exynos 5430 sono i soliti Cortex-A15 e Cortex-A7 a 32 Bit, integrati nel disegno big.LITTLE standard che si può prendere direttamente in licenza da ARMh. Nulla di innovativo da questo punto di vista, tanto che la stessa casa coreana ha affermato che l'Exynos 5430 sarà il 25% più efficiente, dal punto di vista energetico, rispetto al precedente SoC di punta Exynox 5420, evitando invece di commentare gli aumenti prestazionali (probabilmente nulli). Anche la GPU integrata è sempre la solita Mali T628MP6 presa in licenza da ARMh, quindi dovremo aspettare ancora qualche mese per vedere all'opera nei SoC di Samsung le nuove GPU della famiglia Mali T7, decisamente più potenti ed avanzate. Presente, come è consuetudine ormai, l'accelerazione via hardware per i Multi Format Codec (MFC), incluso l'H.265 (HEVC), mentre i formati video supportati arrivano al WQHD 2560x1440 e al WQXGA 2560x1600.

L'unica caratteristica effettivamente interessante di questo SoC è la possibilità di far lavorare in contemporanea tutti ed otto i core Cortex, secondo la modalità HPM (Heterogeneous Multi-Processing), ma considerate le attuali, limitate capacità multitasking di Android si tratta più che altro di una feature adatta a migliorare i risultati nei benchmark sintetici.

In conclusione, Samsung sfrutta la propria poderosa capacità produttiva per cercare di migliorare la propria immagine di azienda leader nell'innovazione, ma se si va ad analizzare più nel dettaglio questo nuovo prodotto non si scopre nulla di realmente innovativo.

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La presentazione in anteprima in Russia del modello di punta equipaggiato con il SO Tizen, il Galaxy Z, sembrerebbe essere stata un fiasco clamoroso. La stampa russa, infatti, si è dimostrata tutt'altro che entusiasta, bocciando senza mezzi termini il Galaxy Z. Proprio per questo, Samsung avrebbe interrotto i preparativi per la sua commercializzazione in Russia, ed in seguito, dopo gli ultimi articoli apparsi sulla stampa russa, anche quella in Giappone.

 

 

A quanto pare il macabro connubio “smartphone costosissimo” e “SO con appena una manciata di applicazioni nello store” non è stato mascherato dal marchio “Galaxy”, come la dirigenza coreana si aspettava. Il Marketing è molto potente, è vero, ma non può nascondere delle verità così clamorose.

Per questo motivo, come riporta Anandtech, Samsung sembra si stia preparando alla commercializzazione di due terminali, sempre basati su Tizen, ma molto più economici, sicuramente sotto i 200 dollari. Più il tempo passa, però, maggiori saranno le difficoltà per imporsi in questo tipo di mercato, in cui anche un mostro come RIM fatica a galleggiare. Che Tizen sia un prodotto così detto DOA (Dead On  Arrival)?

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Ricordate la storia dello Star N9500, il clone cinese del Galaxy S4 con "malware a sorpresa" smascherato da G DATA circa un mese fa? Bene, sembra che moltri altri smartphone gli stiano "facendo compagnia in tal senso" proprio in questo momento.

Grazie al portale NextPowerUp siamo venuti a conoscenza questa mattina che anche il campione di vendite RedMi Note di Xiaomi - ricordiamo che si tratta del phablet octa-core da soli 130$ - insieme agli altri dispositivi del produttore stiano attualmente "spiando" i rispettivi proprietari.

Tra le connessioni attive del dispositivo ne è stata difatti scoperta una che comunica direttamente con i server CNNIC appartenenti al Governo Cinese, al quale lo smartphone invia continuamente contenuti privati di diversa natura (dalle foto agli sms) sia tramite connessione Wi-Fi che 3G.

  • "CNNIC is the administrative agency responsible for Internet affairs under the Ministry of Information Industry of the People's Republic of China. It is based in the Zhongguancun high tech district of Beijing."

   redmi note cinese spy redmi note cinese spy 2

Inoltre secondo la fonte è impossibile eliminare questa connessione perenne anche nel caso in cui il dispositivo venisse formattato e ripristinato con una custom ROM, anche se su questo punto siamo un po scettici.

Per disattivare momentaneamente questo collegamento (la procedura va effettuata ogni qual volta si riavvia il dispositivo) consigliamo di seguire i suggerimenti dell'utente Alexander Daniel Kruszewski, ed ossia di eseguire tali comandi nell'emulatore del terminale:

su
iptables -A OUTPUT -d 42.62.48.0/24 -j DROP
iptables -A INPUT -d 42.62.48.0/24 -j DROP

A questo punto non possiamo fare altro che aspettarci un chiarimento da parte di Xiaomi.

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Jolla è una start-up nata nel 2011, fondata da alcuni dipendenti fuoriusciti da Nokia a causa della cancellazione di MeeGo, il SO Mobile open source nato dalla collaborazione tra Intel e la stessa Nokia. MeeGo fu abbandonato dopo che Elop decise di puntare tutto su Windows Phone, nonostante le vendite del N9 fossero risultate eccellenti.

 

 

Alcuni dipendenti, sfruttando il progetto “Bridge” di Nokia, il quale forniva loro una discreta somma di denaro ed una consulenza legale per aprire una start-up, decisero allora di dare vita a Jolla, creando un fork di MeeGo. Jolla ha potuto sfruttare tutta la parte Open Source del progetto, tra cui quasi tutto il Kernel, ma dovette sviluppare da 0 l'interfaccia grafica. Il SO nato dalle ceneri di MeeGo si chiama Sailfish, e sebbene abbia destato l'attenzione di molti produttori, ancora stenta a prendere il volo (o il mare ...). La mancanza di uno store fornito delle applicazioni più utilizzate è un handicap non da poco.

Nonostante questo, i ragazzi di Jolla sono ancora fiduciosi, e stanno guardando con interesse all'opportunità di assumere un buon numero di quei dipendenti che Microsoft si appresta a licenziare dopo aver acquisito la divisione Mobile di Nokia. Juhani Lassila, Jolla Head of Communications, ha affermato: “What comes to the Microsoft job cuts: majority of our employees have a Nokia background, and we are always interested in new talent”.

Effettivamente si tratta di professionisti molto capaci, i quali sono stati in grado di creare prodotti di ottima fattura apprezzati in tutto il globo, e le cui competenze probabilmente non interesseranno solo Jolla. 

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Che Apple stia "segretamente" preparando il prossimo iPhone 6 - del quale non si conoscono molti dettagli all'infuori di alcuni mockup che tentano di svelarne le forme - non è certo una novità, e Samsung sembra aver pronto il suo asso nella manica per contrastarla.

Del Galaxy Alpha se ne parla infatti da diverso tempo, data la sua apparizione nei database del popolare benchmark GFXBench (nome in codice SM-G850), e grazie alla quale siamo venuti a conoscenza che al suo interno integrerà il medesimo SoC del Galaxy Note 3, ossia l'Exynos 5420 dotato di una CPU big.LITTLE - quad-core Cortex-A7 da 1,3GHz e quad-core Cortex-A15 da 1,8GHz - di GPU Mali T-628 MP6, coadiuvati da 2GB di memoria RAM LPDDR3.

Il tutto sembrerebbe supportato da 32GB di memoria interna per archiviazione dati, non espandibile, mentre la distribuzione di Android 4.4.4 KitKat amministrerebbe il tutto; fa nuovamente la sua comparsa l'interfaccia proprietaria TouchWiz.

galaxy-alpha-pres

 

Durante la giornata di ieri, invece, il portale Sammobile ha pubblicato diverse fotografie che sembrano confermare anche la presenza di un display da 4.7" Super AMOLED con risoluzione 720p, come precedentemente trapelato.

Le foto mostrano che si tratta di una sorta di Galaxy S5 rimpicciolito ad opera d'arte - in quanto non ha nulla a che vedere con il Galaxy S5 Mini - ma con angoli meno smussati, tanto da ricordare quelli soliti di un iPhone, ed una trama della cover posteriore in simil-pelle.

Giusto il flash LED, insieme allo scanner d'impronte, viene riposizionato al fianco della fotocamera posteriore, mentre lo speaker trova posto nella parte inferiore della cornice vicino alla porta USB.

Non ci resta che attendere ulteriori informazioni se non la presentazione ufficiale di questo dispositivo, indicata durante il mese di Agosto secondo gli ultimi rumour.

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La casa di Santa Clara ha da poco presentato un'anteprima dei SoC SoFIA, e quale palco per la presentazione ha scelto l'IDF di Shenzhen, la capitale cinese dell'industria IT Mobile consumer di fascia più bassa. Qui hanno sede le maggiori aziende cinesi che operano nel mondo Mobile, proprio quegli OEM che producono per buona parte di quelle case che rimarchiano Tablet e Smartphone per poi rivenderli in Europa, negli USA e in altri parti del globo. Farsi amici i produttori di Shenzhen significa farsi alleati coloro che controllano buona parte del mercato mondiale dei Tablet e degli Smartphone sotto i 100$. La chiave di volta per vedere esplodere le proprie quote di mercato, stantie da troppo tempo.

 

 

Per Intel non è stata una scelta causale, come ben ci informa il sito cinese MyDrivers.com: dopo aver stretto importanti accordi con RockChip per la realizzazione dei SoC SoFIA, ed aver scelto TSMC per produrli, Intel ha deciso di spostare buona parte delle proprie risorse in pieno territorio cinese, pur di uscire vincitrice, o quantomeno non-perdente, nel mercato Mobile.

Per far questo, Intel non sta solo svendendo i propri SoC (un'intera scheda madre per tablet, equipaggiata con l'Atom Z3735 ed i chip esterni di connettività, costa appena 22$ agli OEM), ma sembra si stia impegnando per condividere quanto più Know-How con i propri partner, così da invogliarli ad investire nei propri prodotti, oltre che ad utilizzarli: attualmente a Shangai sono impiegati da Intel oltre 3.000 ingegneri di alto livello, per la maggior parte di nazionalità cinese. Questi non solo sviluppano le soluzioni Mobile di Intel, ma lavorano a stretto contatto con gli OEM e gli ODM per risolvere problemi, trovare soluzioni personalizzate, e via discorrendo.

Conseguentemente, per velocizzare la conquista delle quote di mercato, Intel applica su larga scala il così detto modello “Turnkey”: Intel fornisce vari modelli di Tablet già belli e pronti, e l'OEM di turno non deve fare altro che produrli e rimarchiarli per i clienti. Secondo quanto riporta MyDrivers, Intel impiega appena un mese, dopo la presentazione del SoC, per realizzare un modello di base già utilizzabile per la produzione in massa. Un lasso di tempo davvero ridotto, se consideriamo che solitamente Qualcomm, MediaTek e le altre aziende impiegano tra i 2 e i 3 mesi per fare ciò.

A questo punto molti di voi, penso, si staranno facendo questa domanda: Intel non sta esponendo troppo il proprio Know-How, fino a non molti anni fa confinato, prudentemente, tra USA ed Israele?

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Nokia Lumia 530 presDopo aver ufficializzato l'abbandono dei progetti riguardanti gli interessanti terminali appartenenti alla serie Nokia X con a bordo una versione custom dell'OS Android (clicca qui per maggiori dettagli), la divisione Microsoft Devices Group ha deciso di congiungere tutti i propri sforzi nella realizzazione di un degno successore "dell'inaspettato campione di vendite nella fascia bassa del mercato" Lumia 520.

Ne viene così fuori il Lumia 530, un terminale del tutto simile al modello sopra citato sia per le forme che le dimensioni dello chassis in policarbonato (giusto gli angoli sono più arrotondati e lo spessore risulta pari a 11.7 mm, inspiegabilmente  e senza apparenti motivi maggiore di 1.8 mm).

Le somiglianze con il modello precedente si fanno sentire anche per quanto riguarda il display, per il quale è stato utilizzato nuovamente un pannello LCD (seppur questa volta non IPS ahimè, Ndr.) diagonale da 4" e risoluzione di poco maggiore pari a 854x480p (245 PPI).

Giunti a questo punto vi starete chiedento - anche senza aver letto le restanti caratteristiche tecniche - ma siamo sicuri che siamo di fronte ad un degno successore del Lumia 520? La risposta è ovvia, qui c'è qualcosa che non va!

 

Pur dimenticando per un attimo lo spessore maggiore ed il display di qualità inferiore, ci troviamo dinanzi ad un SoC Qualcomm Snapdragon 200 dotato si di una CPU quad-core Cortex-A7 operante alla frequenza di 1.2GHz (quindi più potente del precedente Snapdragon S4 con CPU dual-core Krait da 1.0GHz) ma coadiuvato dalla iGPU Adreno 302, la quale risulta meno potente della Adreno 305 impiegata nel precedente SoC (stiamo parlando di 6 Pipelines Unificate per entrambe, operanti nel primo caso a 400MHz mentre nel secondo a 450MHz). 

A tutto questo si aggiunge una fotocamera posteriore che utilizza ancora una volta un sensore da 5MPx ma sprovvista di Auto-Focus oltre che di flash LED (capace oltretutto di una registrazione video a risoluzione inferiore a 720p) ed una batteria della medesima capacità (1430 mAh), il tutto gestito dall'OS Windows Phone 8.1 con Lumia Cyan (per il resto delle caratteristiche tecniche consigliamo di consultare la tabella allegata di seguito).

Specifiche tecniche:

[clicca sul nome del modello a te interessato per visionare la scheda tecnica dettagliata]

LUMIA 530 LUMIA 630 / LUMIA 635 LUMIA 930
Dimensioni 119.7 x 62.3 x 11.7 mm 129.5 x 66.7 x 9.2 mm 137 x 71 x 9.8 mm

Peso

- 129g

- 134g

- 167g

Display

4" LCD TrueColor

4,5" IPS LCD ClearBlack

5" IPS LCD ClearBlack
Risoluzione  854x480p 854x480p 1920x1080p
PPI 245 218 441

SoC

CPU

GPU

- Qualcomm Snapdragon 200

- quad-core @1,2GHz

- Adreno 302

- Qualcomm Snapdragon 400

- quad-core @1,2GHz

- Adreno 305

- Qualcomm Snapdragon 800

- quad-core @2,3GHz

- Adreno 330

RAM 512MB 512MB 2GB

Fotocamera Posteriore

Fotocamera Anteriore 

- 5MPx FF

-  no

- 5MPx AF

-  no

- 20MPx AF

- SXGA

Registrazione Video

Playback

- FWVGA a 30fps

- ? a 30fps

- 720p a 30fps

- 1080p a 30fps

- 1080p a 30fps

- 1080p a 30fps

Batteria

1430 mAh

1830 mAh

2420 mAh

Sistema Operativo

Windows Phone 8.1

Windows Phone 8.1

Windows Phone 8.1

Memoria Interna

Espandibilità

- 4GB

- microSD fino a 128GB

- 8GB

- microSD fino a 128GB

- 35GB

- no 

Connettività

- WiFi 802.11 b/g/n
- BT v4.0
- USB 2.0
- A-GPS + A-GLONASS
- 3G (HSPA+ 21.1/5.76)

- WiFi 802.11 b/g/n
- BT v4.0
- USB 2.0
- A-GPS + A-GLONASS
- 3G (HSPA+ 21.1/5.76)
- (635, LTE Cat4 100/50)

- WiFi 802.11 a/b/g/n/ac
- BT v4.0
- USB 2.0
A-GPS + A-GLONASS
- 3G (HSPA+ 42/5.76)
- LTE (Cat4 150/50)

 

Cos'è quindi che può quindi rendere realmente appetibile tale smartphone? Il prezzo, ovviamente. Nokia Lumia 530 arriverà in Italia durante la fine del mese di Agosto con scocche intercambiabili dalle colorazioni arancione, verde, grigio scuro e bianco al prezzo di 85€ tasse escluse (ci auguriamo un prezzo non maggiore di 109€ IVA inclusa).

Maggiori informazioni sono disponibili sul portale ufficiale, a questa paginaLe specifiche tecniche complete del precedente Nokia Lumia 520 - utili per fare un confronto più dettagliato - sono invece disponibili a questa pagina.

Sinceramente siamo rimasti un tantino delusi da questo nuovo smartphone ma sopratutto per l'abbandono dei terminali appartenenti alle serie Nokia X (tra cui il nuovo Nokia X2 non ancora commercializzato del quale attualmente non se ne conosce il destino) i quali sicuramente avrebbero dato filo da torcere a dispositivi simili a quello presentato oggi, commercializzati con l'aiuto di slogan quali ad esempio "l'utilizzo di un potente processore quad-core" in grado di imbambolare il consumatore medio.

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La situazione di Intel nel mercato Mobile non è delle più rosee, stretta tra una concorrenza sui prezzi spietata, una serie di prodotti non proprio adatti ad equipaggiare Tablet e, soprattutto, Smartphone di fascia Consumer media e bassa, e vari ritardi con il nodo a 14nm.

 

 

Per il momento la casa di Santa Clara sta cercando di mettere quanti più SoC Atom possibile nei Tablet, al fine di alzare le proprie quote di mercato, utilizzando la pratica del “Contra-Revenue, un modo simpatico di chiamare il Dumping: Intel paga ai produttori di Tablet il costo di acquisto e di implementazione di quei chip (3G/4G, WiFi, BT, Radio, ecc) non integrati nei propri SoC. Una pratica non proprio pulita, per usare un eufemismo, ma soprattutto costosa. Negli ultimi due trimestri Intel, utilizzando questa strategia, ha speso circa 2 mld di dollari. Soldi buttati al vento, se guardiamo ai miseri risultati conseguiti. L'obiettivo di equipaggiare 40mln di Tablet con i propri SoC, entro la fine del 2014, è sempre più lontano. A metà anno siamo a meno di 10 milioni di SoC distribuiti.

Queste problematiche potrebbero essere risolte, almeno in parte, con l'arrivo in grande stile dei SoC SoFIA, nel 2015, disegnati con la consulenza di RockChip e prodotti presso le fonderie di TSMC a 28nm. Questi SoC, integranti finalmente sia la connessione WiFi sia la connessione 3G, potrebbero permettere ad Intel di poter battagliare ad armi pari con i produttori di Soc ARM anche nei mercati di fascia media e bassa, limitando l'uso dei Contra-Revenue, insostenibili nel lungo periodo anche per un'azienda titanica come quella di Santa Clara. Una possibilità comunque soggetta a diversi punti interrogativi, se pensiamo che MediaTek ed altre case si stanno apprestando a commercializzare SoC economici e integranti una quantità enorme di features, tanto da mettere in serie difficoltà anche il leader dell'attuale mercato, Qualcomm.

L'utilizzo dell'economico processo produttivo di TSMC dovrebbe comunque permettere ad Intel di poter piazzare questi SoC, senza l'utilizzo di alcun aiuto agli OEM, anche negli Smartphone sotto i 100$, sempre che qualcuno li possa effettivamente trovare interessanti dal punto di vista commerciale. È interessante, a questo proposito, notare come tutti i processi produttivi attualmente utilizzati da Intel nelle proprie fonderie, i 32nm (Planari), i 22nm e i 14nm (FinFET) sia del tutto antieconomici per questo obiettivo, risultando inadatti per la produzione di SoC concorrenziali dal punto di vista del rapporto prezzo/prestazioni.

I SoC Cherry Trail a 14nm, attesi per la fine del 2014 e l'inizio del 2015, destinati al mercato Mobile, potrebbero allora fare la fine che sta facendo Broadwell nel mercato PC. Cherry Trail, come Broadwell, potrebbe venire utilizzato come semplice prodotto di marketing, attraverso una commercializzazione effettuata con il contagocce, giusto per mostrare al mondo che Intel possiede il SoC Mobile più potente al mondo (seppure introvabile se non in qualche Tablet di lusso). Già con Bay Trail abbiamo avuto un assaggio di questa strategia. Solo con Willow Trail, successore di Cherry Trail (così come con SkyLake nel mercato PC), potremo finalmente vedere un SoC a 14nm dal buon rapporto prezzo/prestazioni per il mercato Mobile. Ma a quel punto saremo già nel 2016, quando sia TSMC sia Samsung/GloFo potranno produrre a pieno ritmo con i processi FinFET a 16/14nm a prezzi molto concorrenziali, con tutto quello che ne conseguirà.

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mi4 presL'ormai inarrestabile Xiaomi è pronta ad invadere nuovamente il mercato degli smartphone top di gamma, dopo aver proposto l'economico ma ottimo phablet octa-core Redmi Note da soli 130$ ed ancor più recentemente per il Mi Pad, l'anti iPad mini per eccellenza.

Per chi ancora non ne ha sentito parlare si tratta di un'azienda di telefonia mobile fondata da Lei Jun nel 2010 che ricevette l'attenzione dei mass media dopo il rilascio dello Xiaomi Phone (o Xiaomi M1) nel settembre del 2011, la quale tral'altro sviluppa anche la famosa custom ROM MIUI.

Mi4 non è altro che un ennesimo dispositivo di fascia alta realizzato come solo Xiaomi sa fare ed ossia dotato di componentistica hardware al top, design decisamente raffinato grazie all'utilizzo di uno chassis in acciaio inossidabile e vario per mezzo di cover disponibili in una moltitudine di materiali (frontalmente ricorda le linee di un Apple iPhone 5 mentre il posteriore ha molto in comune con il Samsung Galaxy S4) oltre che ad un prezzo realmente basso.

 

Queste le caratteristiche tecniche in breve:

  • Display - 5" 1080p fullHD (441 PPI), 84% di precisione nella riproduzione del colore (NTSC);
  • SoC - Qualcomm Snapdragon 801 (CPU quad-core Krait 400 @2.5GHz / iGPU Adreno 330 @578MHz);
  • RAM - 3GB ;
  • Memoria Interna - 16/64GB;
  • Fotocamera Posteriore - sensore da 13MPx con flash LED (f/1.8, HDR in tempo reale, registrazione video 4K);
  • Fotocamera Frontale - 8MPx;
  • Batteria - 3080 mAh con ricarica rapida a 9V 1.2A (supporta anche 5V 2A);
  • Connettività - WiFi 802.11 a/b/g/n, GPS, A-GPS, GLONASS, Bluetooth v.?, iRDA;
  • Connettività di Rete - GSM 900/1800/1900, TD-SCDMA, Band A/F, TDD-LTE Band 38/39/40, LTE Cat.4;
  • Peso - 149 grammi.

Ad amministrare il tutto vi sarà la ROM MIUI v6 (basata ovviamente sulla distribuzione 4.4 KitKat di Android) che verrà presentata ufficialmente il 16 di Agosto.

 

Xiaomi Mi4 sarà preordinabile in Cina dal 29 di Luglio al prezzo di RMB 1,999 (US $322)  e quindi circa 238€ al cambio per la variante da 16GB, mentre quella da 64GB verrà a costare RMB 2,499 (US $400) quindi poco meno di 300€ al cambio.

Xiaomi ha annunciato inoltre una smartband denominata Mi Band (maggiori informazioni e foto qui) che costa solamente 13$.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale - tradotto in lingua Italiana - a questa pagina.

mi4 color

FONTI - HDBlog.it / Engadget.com

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Il successo degli Smartphone Xiaomi in India, grazie ad un prezzo di commercializzazione molto aggressivo, sta portando Samsung e Motorola a tagliare i prezzi di listino di molti terminali, ed al contempo alla presentazione, da parte della prima, di terminali sempre più economici, ma comunque dotati di buone configurazioni hardware.

 

 

Sul portale TechInAsia, Yash Garg afferma riguardo Motorola: “A couple of days back, Motorola announced a price cut of INR2000 (US$32) for its best-selling Android phone to date, the Moto G. Even though it applies to limited stocks, this is the first price cut in the Moto G since its launch five months back”.

Relativamente a Samsung, Garg scrive: “It’s not only Motorola – even the market leader Samsung is feeling the heat, apparently. Samsung has just launched a trio of budget phones, all of which are priced under INR8,000 (US$130). While these may not give the Mi 3 or Moto G a direct fight with regard to specifications, the pricing shows Samsung doesn’t want to give up its share of the pie in the budget market. In fact, the Xiaomi strategy may force other phone makers reconsider the prices of their mid-range and high-end phones too”.

Molto interessante l'ultima frase riportata. Xiaomi sta spingendo i produttori di Smartphone a riconsiderare non solo l'offerta dei terminali di fascia bassa, ma anche di quelli di fascia media ed alta. Il poter comprare un terminale come il Mi3 ad appena 300 euro, o come il Mi2 a 200 euro, in un paese come l'India, dove il reddito medio mensile è di circa 470 euro, rende del tutto superflua la commercializzazione di terminali come i vari Galaxy S di Samsung, completamente fuori mercato dal punto di vista del rapporto hardware/prezzo.

In conclusione, l'arrivo sul mercato indiano delle case cinesi potrebbe mettere fine al regno di Samsung: “Samsung with its range of affordable smartphones has enjoyed a prolonged reign in India. However, with Chinese and other well-known international makers such as ASUS setting their eyes on the lucrative budget phone market, this could very well turn out to be a whole new phase in the Indian smartphone scene, one where not just one or two manufacturers dominate”.


Chissà, magari in un prossimo futuro potremo assistere ad una situazione simile anche in Europa, se non ci si spaventa delle ultime voci relative allo spionaggio condotto attraverso i terminali Xiaomi.

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Come annunciato qualche settimana fa, LG ha tirato fuori dal cappello una versione del top gamma G3 dotata di connessione LTE-Advanced e quindi capace di download dati fino a 225Mbps.

Un po come fatto da Samsung con il Galaxy S5 Prime ed il precedente Galaxy S4 LTE-A, G3 Cat.6 è praticamente lo stesso smartphone cha abbiamo conosciuto diversi mesi fa ma dotato del SoC Qualcomm Snapdragon 805, ricordiamo dotato di una CPU quad-core Krait 450 operante alla frequenza di 2,5GHz ed i-GPU Adreno 420, e sempre coadiuvato da 3GB di RAM LPDDR3.

Difatti rimangono intalterate le restanti caratteristiche tecniche, in poche parole LG non ha fatto altro che realizzare il G3 che tutti si aspettavano. Purtroppo LG G3 Cat.6 esclusivamente nella Corea del Sud, nelle colorazioni Silk White, Polished Gold e Metallic Black, dal 25 di Luglio ad un prezzo non ancora annunciato.

Al momento non è stata annunciata alcuna "variante" internazionale, che probabilmente non verrà mai realizzata. Maggiori informazioni sono disponibili sul portale LG Corea, a questa pagina.

lg-g3-lte-a

FONTE -Androidworld.it

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