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Apple il prossimo mese dovrebbe rilasciare, finalmente, la versione definitiva del proprio pacchetto di sviluppo HomeKit, il quale permetterà la creazione di oggetti facenti parte della famiglia dell'Internet of Things in grado di interfacciarsi senza problemi con i prodotti della mela (iPad, iPhone e Apple Watch).

 

 

La scorsa settimana Fortune ha riportato come Apple abbia dovuto posticipare il rilascio dell'HomeKit sia a causa di alcuni bug da sistemare, sia perché si è deciso di aggiungere alcune feature richieste da partner privilegiati: “Apple fans awaiting the company’s home automation platform, HomeKit, may have to wait longer than expected for some of its features to appear on select partners’ devices”.

Annunciato oltre un anno fa, l'HomeKit dovrebbe essere ora a buon punto, e potrebbe essere annunciato definitivamente tra agosto e settembre. Grazie a questo pacchetto, sarà possibile realizzare App attraverso cui controllare da remoto termostati, lampadine, sistemi di allarme o l'apertura di porte (ad esempio quella del garage), solo per fare alcuni esempi. Il Wall Street Journal, citando un dipendente della mela mordicchiata, ha scritto: “We already have dozens of partners who have committed to bringing HomeKit accessories to market and we're looking forward to the first ones coming next month”.

Apple, attraverso questo kit, pensa di poter diventare un punto di riferimento dell'Internet of Things e dell'automazione casalinga, grazie soprattutto al proprio target di riferimento, l'utenza più facoltosa, senza però doversi impegnare in prima persona nel realizzare questi oggetti (spesso dai margini utili piuttosto bassi). Alla Apple hanno constatato: è decisamente più probabile che sia il possessore di un iPhone da 500 euro a mettersi in casa i primi, costosi sistemi IoT, piuttosto che il possessore di un economico Android-fonino da 100 euro, e questo lo hanno pensato anche le case che stanno collaborando per lo sviluppo dell'HomeKit.

Vedremo, al lancio ufficiale del prodotto, cosa la Apple ed i suoi partner sono stati capaci di realizzare.

Categoria: Mobile
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Dopo aver svelato al pubblico il cotanto atteso top di gamma durante l'evento dedicato avvenuto lo scorso 28 Aprile, LG annuncia quest'oggi tramite web due dispositivi appartenenti alla lineup 2015.

G4c e G4 Stylus non sono altro che la versione "mini" e la versione "phablet" del G4, i quali vanno a posizionarsi nella fascia di mercato "mainstream". Entrambi condividono la medesima piattaforma hardware, ossia un discreto SoC Qualcomm Snapdragon 410 accompagnato da 1GB di memoria RAM ed 8GB di memoria interna espandibile tramite microSD, e si differenziano per la dimensione del display LCD IPS, rispettivamente 5.0" e 5.7", in entrambi i casi avente risoluzione 720p.

Completano la loro dotazione hardware una fotocamera posteriore con sensore da 8MPx coadiuvata da flash LED (Autofocus Laser per G4 Stylus) ed una anteriore con sensore da 5MPx, parco sensori e connettisioni completo, batterie rispettivamente da 2540/3000mAh ed infine l'OS Android Lollipop 5.0 - con interfaccia proprietaria LG UX 4.0 - ad amministrare il tutto.

LG G4c e G4 Stylus saranno disponibili a partire dal mese di Giugno rispettivamente nelle colorazioni Metallic Gray / Metallic Silver, al prezzo consigliato al pubblico di 279,90€ e 299,90€.

lg g4c g4 stylus pres

LG G4c • SPECIFICHE TECNICHE • LG G4 Stylus

SoC: Qualcomm Snapdragon 410 (CPU 1.2GHz quad-core - iGPU Adreno )
Display: 5.0 pollici HD IPS (294ppi) • 5.7 pollici HD IPS (258ppi)
Memoria: 1GB RAM / 8GB ROM / microSD
Fotocamera: Posteriore 8MPx / Frontale 5MPx • Posteriore 8MPx con Autofocus Laser / Frontale 5MP
Batteria: 2,540mAh (removibile) • 3,000mAh (removibile)
Sistema Operativo: Android 5.0 Lollipop
Dimensioni: 139.7 x 69.8 x 10.2mm • 154.3 x 79.2 x 9.6mm
Peso: 136g • 163g
Reti: 4G LTE
Connettività: Wi-Fi 802.11 b, g, n / Bluetooth 4.1 / NFC / A-GPS / Glonass / USB 2.0
Colori: Metallic Gray • Metallic Silver
Altro: Gesture Shot / Glance View / Knock Code™ • Stylus Pen / Gesture Shot / Glance View / Knock Code™

Categoria: Mobile
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Dopo essere stata colpita dal Governo cinese per abuso di posizione dominante, attraverso una multa da quasi un miliardo di dollari e l'abbassamento del costo di licenza dei propri brevetti, dopo essere stata presa di mira dal Governo sud coreano, per giungere ai medesimi obiettivi, dopo essere stata presa di mira anche dalla Federal Communications Commission di casa, Qualcomm non poteva farsi mancare la Commissione Antitrust della UE, la quale si appresta a tenere maggiormente d'occhio l'azienda statunitense, come scrive Reuters: “EU antitrust regulators query Qualcomm rivals on its business practices”.

 

 

In particolare, la Commissione Antitrust vuole indagare sui costi di licenza delle tecnologie relative ai Modem (3G, LTE, ecc), al fine di capire se Qualcomm applica o meno tariffe eccessivamente elevate: “The bulk of its revenue comes from selling baseband chips, which enable phones to communicate with carrier networks, but a large portion of its profit comes from licensing patents for its CDMA cellphone technology”. In teoria ogni casa può sviluppare le proprie tecnologie in proprio, e molte ci hanno provato senza grossi risultati (come Broadcom, NVIDIA e Texas Instruments), ma nella pratica è molto più semplice chiedere in licenza tecnologie di altre case per poi implementarle nei propri SoC, e Qualcomm attualmente possiede le tecnologie più avanzate. Queste tecnologie però costano, e spesso fanno lievitare i costi dei SoC prodotti con esse, cosa di cui si sono lamentati i produttori cinesi con il proprio governo. Cosa è stato fatto, allora? Si è costretta Qualcomm a rivedere al ribasso i costi di licenza, e a pagare una multa per sfruttamento di posizione dominante, pena la defenestrazione dal mercato del gigante asiatico. Qualcomm ha preferito fare buon viso a cattivo gioco.

La UE sta quindi studiando il caso cinese, così come sta facendo la Corea del Sud, e potrebbe giungere alle medesime conclusioni. Qualcomm ed i suoi clienti, per questo, hanno ricevuto un questionario, redatto dalla stessa UE, e dovranno rispondere entro la metà di questo mese alle domande ivi esposte, al fine di spiegare in che modo Qualcomm offre in licenza e vende i propri prodotti: “In a questionnaire sent to competitors last week, the EU competition authority asked about the impact of various Qualcomm practices such as pass-through rights where phone makers are allowed to use patents already licensed by Qualcomm”. Appare chiaro che i clienti di Qualcomm cercheranno con tutta probabilità di mettere in cattiva luce l'azienda statunitense, al fine di convincere la UE a prendere una decisione sulla falsariga di quella cinese.

Categoria: Mobile
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Secondo quanto siamo riusciti a venire a sapere dalle nostre fonti interne, l'azienda statunitense avrebbe intenzione di utilizzare il nodo 28nm FD-SOI (avuto in licenza da STMicroelectronics) per realizzare alcuni SoC di fascia media e bassa, in arrivo sul mercato nel 2016.

 

 

Qualcomm, utilizzando tale nodo, vorrebbe riacquisire il vantaggio perso nei confronti delle case rivali, in particolare MediaTek, offrendo dei SoC meno esosi dal punto di vista dei consumi ed al contempo più prestanti. Il nodo FD-SOI, come abbiamo già avuto modo di scrivere, permetterà il raggiungimento di questo obiettivo grazie alle proprie caratteristiche intrinseche.

Kelvin Low, Senior Director of Marketing per la Divisione Semiconduttori di Samsung, ha confermato recentemente che l'FD-SOI è un valido sostituto dei 14nm FinFET per quelle case che vogliono realizzare chip dal bassissimo consumo ma dalle buone prestazioni, o per quelle case che vogliono un nodo migliore dei 28nm BULK ma non sono disposte a pagare una fortuna per passare al FinFET.

Se con i SoC di punta Qualcomm dovrà rivolgersi necessariamente ai 14nm FinFET di Samsung e GlobalFoundries, per i SoC di fascia media e bassa l'FD-SOI rimane l'alternativa migliore. Nel caso Qualcomm dovesse avere successo con tale nodo, altre case potrebbero seguire l'esempio. Già ora sono numerose, come conferma Synapse, ma il numero potrebbe crescere esponenzialmente.

Categoria: Mobile
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Sebbene non sia una notizia nelle corde di Bits And Chips, quanto riporta la rivista statunitense The MIT Technology Review merita comunque di essere discusso, in quanto ci permette di capire quanto ormai l'utenza non sia più pienamente consapevole di cosa significhi la parola “privacy”.

 

 

Apple, in collaborazione con diverse azienda private statunitensi attive nella ricerca medica, ha offerto la possibilità agli utenti di iPhone di farsi mappare da diversi sensori integrati, così da fornire dati a fini di studio, il tutto attraverso la piattaforma ResearchKit. Una delle App in oggetto, chiamata mPower, ufficialmente utilizza questi dati per tracciare i sintomi che possono portare al Parkinson. Inutile dire che sono stati migliaia gli utenti Apple che, gratuitamente, hanno dato il proprio consenso: “The first five ResearchKit apps, including one called mPower that tracks symptoms of Parkinson’s disease, quickly recruited thousands of participants in a few days”.

Per il momento si tratta di dati raccolti attraverso dei semplici sensori, ma già ci si sta spingendo oltre, considerata la calorosa accoglienza di questa iniziativa. Poiché gli utenti credono fermamente che i dati raccolti possano essere utili non solo alla ricerca, ma anche a sé stessi (ad esempio, come nel caso citato, diagnosticando in anticipo il morbo di Parkinson), Gholson Lyon, genetista presso Cold Spring Harbor Laboratory, ha affermato che a questo punto si potrebbe chiedere anche il loro DNA: “Apple launched ResearchKit and got a fantastic response. The obvious next thing is to collect DNA”.

Altre aziende ed istituzioni nel recente passato hanno tentato di fare ciò, come ad esempio Google o il Governo statunitense, ma senza troppo successo. Apple, avvalendosi de supporto di istituzioni scientifiche ed universitarie, però, potrebbe avere più successo, diventando di fatto il più grande ed importante database (gestito quindi da un'azienda privata!) di genoma umano al mondo: “Nudging iPhone owners to submit DNA samples to researchers would thrust Apple’s devices into the center of a widening battle for genetic information”.

Lasciando da parte i possibili vantaggi (se ve ne sono) che questo modus operandi potrebbe portare all'utenza comune, come nell'articolo spiega il già citato Gholson Lyon, v'è da considerare un aspetto altrettanto fondamentale in tutta questa storia. Prima dell'avvento di Facebook, e dei social network in generale, la propria Privacy era vista come un qualcosa di sacro, di inviolabile, perfino negli Stati Uniti (se si guarda anche solo un episodio del telefilm Law & Order ci si rende conto di ciò). Chiedere ad un amico, anche intimo, di poter vedere il suo album di foto delle vacanze sarebbe potuto risultare fuori luogo fino a qualche anno fa. Ora, invece, si fa a gara a mostrare il più possibile di sé, tanto attraverso foto, quanto attraverso improbabili citazioni letterarie. L'ultimo passo da compiere, a questo punto, sembrerebbe proprio quello che ha per protagonista il nostro bene più prezioso, il DNA.

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Come preannunciato da diversi produttori cinesi durante il CeBIT 2014, MIPS avrebbe trovato il proprio spazio soprattutto in terminali a bassissimo costo o richiedenti un basso consumo energetico (come gli Smartwatch), e Samsung ha confermato tale visione, andando a presentare l'Artik 1.

 

 

Si tratta di una piattaforma All-in-One dedicata ai dispositivi più minuscoli che andranno ad occupare il settore entry-level dell'Internet of Things, e proprio per questo Samsung ha deciso di utilizzare l'architettura più economica (dal punto di vista delle licenze) ed economa (dal punto di vista dei consumi), MIPS. Il SoC è equipaggiato con due core MIPS microAptiv a 32 Bit, un S32 @ 250 MHz (per i task più impegnativi), ed un S32 @ 80 MHz (per i compiti meno gravosi). Secondo la testata EETimes, si tratta di core microAptiv customizzati da Ineda Systems. On Die troviamo anche 1MB di memoria DRAM ed una iGPU di base in grado di pilotare schermi con risoluzione fino a 800x480.

A completare la piattaforma, il cui PCB misura appena 12x12mm troviamo un chip per la connessione BT Smart 4.0, 4MB di memoria di storage SPI Flash, un crypto engine e un sensore a 9 assi con giroscopio. Costando appena 10 dollari, e supportando la piattaforma Arduino, Artik 1 si preannuncia come una piattaforma di sviluppo molto più interessante delle altre due piattaforme maggiori Artik 5 ed Artik 10. Non tanto perché, come sarebbe facile pensare di primo acchito, è meno costosa, quanto perché si tratta di una piattaforma completamente Open, non essendo basata sui SoC proprietari di Samsung, gli Exynos (un vantaggio non da poco, soprattutto lato driver e SDK).

Imagination Technologies, che ha collaborato alla realizzazione dell'Artik 1, non si è lasciata sfuggire l'occasione di tessere le lodi dei propri core microAptiv: “MIPS microAptiv CPUs are based on an elegant RISC architecture which achieves better performance at lower frequencies and in a smaller area compared to competing solutions. For embedded and microcontroller-type applications, MIPS microAptiv offers class-leading performance: 1.7 DMIPS/MHz and 3.6 CoreMark/Mhz”.

Il Sistema Operativo che potrà essere utilizzato con l'Artik 1 è Nucleus OS di Mentor Graphics.

Categoria: Mobile
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xperia c4 presDalle ultime ricerche di mercato è risultato evidente come i consumatori sono portati ad acquistare sempre più dei dispositivi con ampio display e discrete fotocamere anteriori, non per forza dei top di gamma, a prezzi "contenuti". Sony aveva già interpretato tale richiesta un anno fa, più precisamente a Luglio '2014, con il phablet Xperia C3.

Xperia C4, il dispositivo ufficializzato giusto questa mattina, non è altro che una sua naturale evoluzione; il suo from factor rimane pressochè simile, così come le linee ed il design.

Lo chassis risulta avere dimensioni complessive pari a 150.3 x 77.4 x 7.9 mm per 147g di peso, quindi migliori ai 156 x 78.5 x 7.6 mm per 150g di peso del suo predecessore, ed ospita nuovamente nel layout frontale un display con diagonale da 5.5". Questa volta Sony ha optato per un pannello IPS 1080p, decisamente migliore del precedente 720p, capace di ben 400 PPI.

Per quanto riguarda il SoC, il colosso Giapponese ha optato - in sostituzione dell'ormai vetusto seppur ben rodato Qualcomm Snapdragon 400 - per un MediaTek MT6752, forte di una CPU octa-core Cortex-A53 operante @ 1.7GHz ed iGPU Mali-T760 MP2 @ 700MHz, affiancandogli 2GB di RAM LPDDR3 e 16GB di memoria interna per archiviazione, espandibile tramite microSDXC fino a 128GB.

 

xperia-c4-front xperia-c4-rear

 

Completano la sua dotazione hardware una fotocamera posteriore con sensore da 13MPx coadiuvato da flash LED, l'ormai immancabile fotocamera anteriore con sensore Exmor R da 5MPx (obiettivo grandangolare di 25 mm) anch'esso coadiuvato da flash LED, connessioni Wi-Fi 802.11 ac e Bluetooth 4.1, sensore NFC, sistema di localizzazione aGPS/GLONASS ed infine una batteria da "soli" 2600mAh.

Sebbenne possano sembrare pochi, secondo il produttore è in grado di offrire 8 ore di riproduzione video (probabilmente con retroilluminazione media); a gestire il tutto vi sarà l'OS Android Lollipop 5.0, naturalmente con interfaccia proprietaria.

Sony Xperia C4 supporta la connessione di rete LTE Cat.4 ed il suo arrivo è previsto per il mese di Giugno, nelle colorazioni bianca, nera e menta - ad un prezzo non ancora comunicato.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale, a questa pagina.

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Si cominciano a vedere i primi prodotti con i nuovi SoC Atom x3-C3130, e l'ultimo in linea temporale è un tablet cinese ultra economico, il Teclast X70 3G, avendo un prezzo di commercializzazione attorno ai 70 dollari ed una configurazione hardware davvero minimale (appena 512MB di RAM, 4GB di storage, uno schermo LCD da 1024x600 e la vecchissima iGPU Mali400!).

 

 

Una particolarità del SoC utilizzato è relativa al fatto che Intel non citi esattamente i core utilizzati, contrariamente a quanto fa con gli Atom X5 e X7 (Airmont Dual Core CPU – vedesi schema più in basso). Per il suddetto X3 Intel si limita ad affermare che si tratta di un SoC “Intel Atom Dual Core”. Davvero strano che Intel non pubblicizzi esplicitamente l'utilizzo delle proprie tecnologie, ma forse una spiegazione possiamo trovarla se andiamo ad osservare qualche benchmark. L'Atom x3-C3130 (operante alla frequenza di 1 GHz) in Geekbench (Single Thread) elargisce un punteggio di 296, mentre un vecchissimo SoC Allwinner A13 (Cortex-A7 @1 GHz) elargisce un punteggio di 235. Ricordiamo inoltre che il Cortex-A7 è un core di tipo In-Order, e che il medesimo core, operante alla frequenza di 1,5 GHz, garantisce un punteggio di 297.

 

 

A questo punto sembra che Intel, per i SoC Atom x3, abbia utilizzato non i moderni core Airmont, ma i vetusti, In-Order, core Saltwell. L'unica caratteristica interessante di questo terminale, accertare le mediocri prestazioni e la dotazione hardware minima, è riscontrabile nella presenza della connettività 3G, solitamente presente su terminali venduti ad oltre 100 euro.

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Tre settimane fa abbiamo riportato come Nokia starebbe seriamente pensando di vendere l'ottimo servizio di navigazione HERE, al fine di liberarsi di un asset ormai non più strategico (non commercializzando più smartphone) ed in perdita (seppure lieve).

 

 

Facebook, uno dei giganti in lizza per accaparrarsi questo gioiellino, nel mentre ha deciso di integrare nelle proprie App mobile (Facebook, Messenger ed Instagram) le funzionalità di HERE: “We are testing Nokia HERE maps across Facebook to give us more control and flexibility in delivering a consistent maps experience”, ha affermato un portavoce di Facebook alla testata online Tech Crunch.

In altre parole, grazie a questo accordo, Facebook potrà conoscere più dettagliatamente anche le nostre abitudini relative ai viaggi (se preferiamo mare o montagna, ad esempio), agli spostamenti (se preferiamo le strade secondarie o l'autostrada nei viaggi di lunga percorrenza, ad esempio) ed ai tempi di soggiorno nelle varie località (quanto sono lunghe le nostre ferie, ad esempio). Tutte informazioni che permetteranno a Facebook di siglare accordi più danarosi con quelle multinazionali che vogliono mettere le mani sui nostri dati personali.

Nel mentre, il prezzo di vendita di HERE sembra sia lievitato fino a 4 mld di dollari, da circa il miliardo di dollari inizialmente previsto. Sono in molti gli utenti che sperano HERE non cada nelle mani di Facebook, soprattutto quelli che (come il sottoscritto) hanno acquistato un terminale Microsoft Lumia, convinti nella scelta anche dalla presenza dell'ottimo navigatore Made in Nokia.

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helio-x20 presNel settore dei dispositivi mobili di MediaTek se ne sente parlare dal 2011 e vuoi per immaturità, vuoi per la scarsa ottimizzazione degli OS del tempo, durante quell'anno le impressioni riguardanti i suoi primi SoC furono piuttosto negative.

Le carte in tavola iniziarono a cambiare solo durante la prima metà del 2013, momento in cui il colosso Taiwanese ridefinì l'offerta di mercato per i SoC economici con il valido MT6589, dotato di una discreta potenza grazie alla CPU quad-core a basso consumo.

É proprio da tale data che le aspettative in primis di noi giornalisti specializzati del settore, ma sopratutto degli investirori e dei consumatori, iniziarono ad aumentare; sebbene fosse vista come una "piccola" azienda nei confronti del colosso Statunitense Qualcomm, molti di noi già vedevano nel futuro (giusto un paio di anni) una situazione del tutto contraria.

A quanto pare, dati i recenti "fatti e misfatti", ci avevamo azzeccato per davvero nonostante ai tempi fummo giudicati come "pazzi". Difatti, durante questi primi mesi del 2015 e quindi a 2 anni di distanza dalla nostra "previsione", possiamo osservare da un lato una Qualcomm a quanto pare in moderata difficoltà, ed alle prese con i problemi di surriscaldamendo dello Snapdragon 810, e MediaTek invece in piena salute, a tal punto da ufficializzare il primo SoC deca-core della storia, realizzato tramite processo produttivo a 20nm.

Si, avete letto bene, il nuovo SoC Helio X20 integra al suo interno ben 10 core, anche sepotremo benissimo dire 11 data la presenza di un ulteriore core (di tipo Cortex-M4) dedicato alle applicazioni always-on come la riproduzione musicale e l'attivazione vocale

helio-x20 spec

Helio X20 è il primo SoC Tri-Cluster il quale, grazie al nuovo algoritmo di schedulazione avanzato CorePilot 3.0, promette di ridurre i consumi medi del 30% grazie al differente utilizzo - quando necessario - dei seguenti core:

  • MODULO UNO • quad-core Cortex-A53 operante @ 1.4GHz;
  • MODULO DUE • quad-core Cortex-A53 operante @ 2.0GHz;
  • MODULO TRE • dual-core Cortex-A72 operante @ 2.5GHz.

* a quanto pare i 10 core possono essere utilizzati tutti allo stesso tempo, per i task più impegnativi.

Ebbene si, in questo SoC potremo dire "speciale" vengono integrati i nuovi Cortex-A72, presentati durante i primi dello scorso Febbraio, ma al contempo anche la nuova iGPU Mali T-880 di ARM, operante in tal caso @ 700MHz.

Tale SoC supporta inoltre i display 1600p@60FPS e 1080p@120FPS, doppia fotocamera fino ad un totale di 32MPx, registrazione video Super Slow Motion, integra un modulo Wi-Fi 802.11ac, sistema di localizzazione GPS/Glonass/Beidou ed infine il modulo LTE R11 Cat 6, il quale permette una velocità di download/upload pari a 300/50Mbps.

L'unica cosa che manca, a quanto pare, è il supporto alle memorie RAM di tipo DDR4. MediaTek ha dichiarato che distribuirà tale chip ai partner durante il terzo trimestre dell'anno ma, che i primi dispositivi ad integrarlo arriveranno solo a 2016 inoltrato. Secondo i test di laboratorio effettuati dal produttore, giusto per dare qualche numero, tale SoC riesce ad ottenere nel benchmark Antutu un punteggio superiore ai 70.000 punti.

Nel frattempo, sembra che Qualcomm sia intenzionata a realizzare un SoC di simile fattura ma con una divera gestione dei cluster, utilizzando un diverso numero di cores. Al sottoscritto basterebbe avere un SoC con CPU quad-core Cortex-A72 puro ma, se tali soluzioni funzionano - davvero e bene - perchè farne a meno? :P

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale dedicato dal produttore, a questa pagina.

SoC Helio X10 Helio X20
Process 28mm HPM 20mm
Apps CPU 8x Cortex-A53, up to 2GHz Industry Leading Tri-Cluster
10-core Architecture
Memory 2x LPDDR3 POP 800MHz up to 4GB
eMMC 5.0
Industry Leading Tri-Cluster
10-core Arhcitecture
Camera 21MP @ 30fps w / ZSD
DUal ISP
32MP @ 24fps / 25MP @ 30 fps w/ZSD
DUal ISP w/Improved 3A/denoise /
demonsalc/sharpness/Native3D
Video Decode 4Kx2K 30fps H.264/265 4Kx2K 10 bit 30fps H.264/265/VP9,
30% power improvement
Video Encode 4Kx2K 30fps H.265 4Kx2K 30fps H.265 w/HDR,
40% power improvement
Graphics IMG G6200 700 MHz ARM GPU MP4 700MHz,
40% more performance
Display WQXGA 2560x1600 60fps
FHD 1920x1080 120fps
w/8 HW Blending Layer
WQXGA 2560x1600 60fps
FHD 1920x1080 120fps
w/12 HW Blending Layer
Modem LTE FDD/TDD R9 Cat4 (150/50Mbps)
DC-HSPA+,TD-SCDMA,EDGE
LTE FDD/TDD R11 Cat-6 with 20+20 CA
(300/50Mbps) DC-HSPA+, TD-SCDMA,EDGE
CDMA2000 1x/EVDO Rev.A (SRLTE)
LTE/GPS Co-clock Supported
RF Single RF for LTE/WCDMA/TD/EDGE
8/8 Primary/Diversity RX Ports
Single RF for LTE/WCDMA/TD/EDGE/C2K
14/14 Primary/Diversity RX Ports
Connectivity External Wi-Fi 802.11ac (MT6630)
GPS//Glonass/Beidou, BT/FM
Integrated Wi-Fi 802.11ac w/throughout up to
280Mbps GPS/Glonass/Beidou
w/ Improved TTFF & Drift, BT/FM

FONTE - HDBlog.it

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Il SoC Samsung Exynos che andrà ad equipaggiare il futuro smartphone di punta della casa coreana, il Galaxy S7, potrebbe integrare, oltre al core ARM custom M1, anche il supporto completo alle funzionalità HSA (Heterogeneous System Architecture).

 


Atteso tra la fine del 1Q e l'inizio del 2Q del 2016, il Galaxy S7 potrebbe quindi essere il primo smartphone al mondo a supportare l'HSA, diventando di fatto l'apripista ad un suo utilizzo su larga scala nel mondo Android. Sempre secondo le voci di corridoio, la GPU integrata dovrebbe essere prodotta dalla solita Imagination Technologies, anch'essa tra i Founder dell'HSA Foundation al pari di Samsung, oltre che sua partner storica.

Una considerazione interessante riguardo questi rumor può essere fatta relativamente alla causa intentata da NVIDIA nei confronti di Samsung per aver utilizzato GPU di Imagination Technologies nei propri SoC: forse, saputo qualcosa di questo progetto, la casa del camaleonte sta tentando di rallentarlo il più possibile, prima che un'ampia diffusione dell'HSA possa annientare completamente il già misero market share dei SoC Tegra? NVLINK e Pascal, per il momento, sono ancora lontani ...

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