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Era il lontano 1997 quando Anand Lal Shimpi mise online il sito web AnandTech. Da allora il suo portale è stato il punto di riferimento della tecnologia, inizialmente solo per PC desktop, notebook  e successivamente anche per il mobile, non solo per quanto riguarda le recensioni ed i test dei prodotti ma soprattutto per le approfondite analisi architetturali di CPU e GPU scritte sempre con professionalità.

Oggi il noto giornalista americano annuncia, con un'editoriale disponibile a questo indirizzo, il suo ritiro da direttore di AnandTech e dal mondo dell'informazione tecnologica (“officially retiring from the tech publishing world”). In realtà si tratta di addio al sito da lui fondato ma non al settore della tecnologia in senso lato ("won't stay idle forever [...] there are a bunch of challenges out there") visto che secondo il sito Re/code Anand lavorerà per Apple, anche se il ruolo all'interno del colosso di Cupertino non è stato ancora ben definito.

anand shimpi

Le redini di AnandTech passano nelle mani di Ryan Smith, che da recensore principale delle sole GPU diventa ora direttore generale (Chief editor) dell'intera pubblicazione sul sito.

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Intel ha ufficialmente presentato i processori di fascia enthusiast conosciuti con il nome in codice Haswell-E, inserendoli nella nuova famiglia Core i7 5000. Le nuove CPU arrivano sul mercato con tre modelli (uno dotato di 8 core e due con 6 core, tutti con supporto all'HT e moltiplicatore sbloccato) e con prezzi che partono da 389 Dollari per arrivare ai consueti 999 Dollari della soluzione top di gamma.

Costruiti con il processo produttivo a 22nm Tri-Gate 3D, le CPU HSW-E integrano 2.6 miliardi di transistor ed hanno un die di 355.5mm2.

intel i75960x-1

Il modello di punta è il Core i7 5960X (8 Core /16 Thread) che opera di base a 3.0 GHz (la frequenza sale fino a 3.5 GHZ con il turbo attivo) e che utilizza tutti i 20MB di cache L3. Seguono il Core i7 5930K con clock di 3.5GHz (base) e 3.7GHz (turbo) ed il Core i7 5820K (3.3/3.6 GHz). Entrambi hanno 6 Core attivi (possono processare fino a 12 Thread in parallelo) e 15 MB di cache L3, ma il Core i7 5820K può pilotare solo 28 linee PCI-E 3.0 contro le 40 degli altri due modelli.

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La famiglia Core i7 5000 basata su HSW-E si appoggia al socket LGA 2011 V3 che non è compatibile con il precedente socket delle CPU IVB-E e SNB-E in quanto supporta il nuovo memory controller DDR4, sempre a quattro canali. Per questo Intel ha introdotto una nuova piattaforma con un nuovo chipset, l'X99.

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Categoria: Hardware
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Radeon SSDCPU, APU, GPU, RAM ed ora anche SSD. Con la nuova strategia denominata "one-stop shop" AMD punta a diventare l'azienda più completa in ambito PC. Adesso la casa di Sunnyvale è in grado di fornire quasi tutta la componentistica hardware principale per permettere agli appassionati di assemblare un proprio PC (all'appello mancano solo MoBo e PSU, ndA).

La linea di SSD presentata ufficialmente oggi prende il nome di Radeon R7 SSD-series e si compone di tre modelli: Radeon R7 120G, R7 240G e R7 480G (come facilmente intuibile il numero che preceda la lettera "G" indica la capacità di storage in GB). In realtà si tratta di soluzioni di archiviazione da 2.5" basate su memoria flash marchiate AMD ma realizzate e assemblate da OCZ, grazie ad un accordo strategico tra la casa di Sunnyvale e la multinazionale giapponese Toshiba (che dall'inizio dell'anno controlla interamente OCZ).

SSD AMD 2

Il controller utilizzato è il Barefoot 3 mentre i chip NAND Flash MLC a 19nm sono di Toshiba. La base di partenza è l'SSD Vertex 460, recensito da noi a questo indirizzo, ma grazie ad un clock del controller leggermente più alto le soluzioni marchiate AMD offrono prestazioni superiori all'SSD di OCZ. Tutti e tre i modelli garantiscono una velocità di lettura di 550 MB/s, mentre quella in scrittura varia dai 470 MB/S della versione da 120GB fino ai 530MB dei modelli da 240GB e 480GB.

Per quanto riguarda il prezzo: AMD parla di 100 Dollari USA per l'SSD Radeon R7 120G, 164 Dollari per il Radeon R7 240G e 299 Dollari per l'SSD Radeon R7 480G. Tutti con garanzia di 4 anni e con in bundle l'adattatore per i bay da 3.5" ed il software Acronis True Image.

 

Categoria: Hardware
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Dopo Shuttle, anche Zotac presenta il proprio mini PC da salotto basato su Android ed equipaggiato con un SoC ARM. Se sullo Shuttle DSA2LS troviamo il SoC dual core FreeScale i.MX 6DualLite, sullo Zotac troviamo il più potente quad core  i.MX 6Quad.

 

 

Le differenze non si fermano al maggior numero di core ma, come abbiamo visto nella news sull'HummingBoard, sono più profonde e riguardano anche, e soprattutto, la GPU. Si passa, infatti, dalla piccola Vivante GC880 (4,8 GFLOPs), alla ben più prestante Vivante GC2000 (24 GFLOPs). Già questa differenza dovrebbe far ben comprendere come il piccolo Zotac sia maggiormente votato all'attività videoludica, e potrebbe regalare qualche soddisfazione nel caso si dovesse utilizzare anche come console casalinga a basso costo.

Continuando, le porte di espansione si presentano numerose, ed anche la connessione wi-fi è di qualità, essendo garantita dalla piattaforma Intel Centrino nella variante Advanced-N 6205 802.11n/g/b/a. Altro particolare interessante, è la presenza di una porta SATA per l'installazione di un classico hard disk da 2.5" all'interno dello chassis.

Il SO è instalato è ancora Android 4.3, ma Zotac ha comunicato che l'aggiornamento alla versione 4.4 non dovrebbe tardare. Il prezzo non è ancora stato comunicato, sebbene la commercializzazione sia già stata confermata per questo settembre.

 

Nome Zotac D518
SoC FreeScale i.MX 6Quad
Architettura Cortex-A9
Core 4
Cache L1/L2 32KBx2/1MB
Frequenza Core 1 GHz
iGPU Vivante GC2000
RAM 1GB LP-DDR3 533 MHz
NAND Flash eMMC 8GB
Wi-Fi Intel Centrino Advanced-N 6205 802.11n/g/b/a
Porte di espansione 1x HDMI 1.4, 1x Ethernet 10/100, 4x USB 2.0, 1x SD Card, 1x Jack Audio In, 1x Jack Audio Out, 1x Sata II
Dimensioni (LxPxA) 127x127x45 mm
Consumi Stand-By/Idle/Max/Picco 0.4 / 3.3 / 4.5 / 7.7 Watt
Attacco Vesa
Sistema Operativo Android 4.3

 

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OCZ Storage Solutions crede fermamente nell'elevata qualità dei propri SSD, i quali non hanno più nulla in comune con quelli prodotti sotto il brand OCZ Technology e che tanti fastidi hanno provocato tra l'utenza a causa dei frequenti guasti.

 

 

Per questo motivo, OCZ estende anche ai modelli value ARC 100 la garanzia Shield Plus, molto simile a quella che si può trovare con i prodotti di fascia Server ed Enterprise. Si tratta, per il consumatore, di un valore aggiunto di non poco conto, come andremo a descrivere.

Normalmente, se si vuole usufruire della garanzia del produttore, bisogna rivolgersi nei primi 2 anni al venditore diretto da cui abbiamo acquistato il bene, e per i successivi anni di garanzia (se disponibili) direttamente al produttore. In entrambi i casi le spese di spedizione di andata sono a carico del consumatore, e spesso diventano molto care se bisogna spedire il bene fuori dall'Italia (a volte non conviene neppure mandarlo in garanzia). Viene richiesto obbligatoriamente al consumatore, inoltre, la prova di acquisto del bene (scontrino o fattura), senza la quale non sarà possibile godere della garanzia.

OCZ cambia completamente le regole, diventando di fatto la casa con la migliore garanzia tra i produttori di SSD di fascia consumer. Con Shield Plus all'utente, prima di tutto, non viene più richiesta nessuna prova di acquisto, in quanto basterà comunicare il seriale univoco impresso sul prodotto o sulla scatola. Non solo, ma nel caso fosse necessario mandare in RMA l'SSD, OCZ spedirebbe al cliente un SSD funzionante in sostituzione, e con questo una lettera di trasporto prepagata da utilizzare per rispedire indietro l'SSD difettoso.

In questo modo l'utente vedrebbe radicalmente diminuiti i tempi di inattività causati dal malfunzionamento dell'SSD, ed al contempo vedrebbe diminuire le spese di gestione. Un tocco di classe eccezionale, per un prodotto consumer di questa fascia.

Tale servizio è attualmente disponibile nei mercati EMEA (Europe, Middle East, and Africa) e nel Nord America, ma dovrebbe venire esteso a tutto il globo nei prossimi mesi/anni.

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Nonostante si sappia da mesi che l'AM3+ sarà l'ultimo Socket dedicato esclusivamente alle CPU pure di AMD, e che non vedrà processori basati su architettura Steamroller ed Excavator, la casa di Sunnyvale non abbandona i propri clienti, presentando le evoluzioni delle attuali FX-8320 e FX-8350.

 

 

Presentate all'AMD30Live, manifestazione appositamente preparata per festeggiare i 30 anni di attività di AMD (ed ATI) nel mercato videoludico/consumer, le nuove CPU FX si possono considerare la riproposizione Made In Sunnyvale (Vishera V2) della strategia Intel applicata con le CPU Haswell Refresh, nate per coprire il buco lasciato da Broadwell (il quale sarà rilasciato solo in variante -K su Desktop).

Come è possibile osservare dalla tabella, AMD è riuscita a migliorare notevolmente sia la gestione delle tensioni, sia delle frequenze in Turbo, sfruttando probabilmente anche i lavori svolti per preparare gli Opteron core Warsav. Nulla di trascendentale, è vero, ma sono miglioramenti comunque di un certo spessore, e che permettono ad AMD di poter continuare a concorrere anche nel mercato Performance, grazie al rallentamento di Intel, riutilizzando quanto ha attualmente a disposizione.

CPU FX-8320 FX-8320E FX-8350 FX-8370E FX-8370
Core 8 8 8 8 8
Frequenza 3,5 GHz 3,2 GHz 4,0 GHz 3,3 GHz 4,0 GHz
Turbo 4,0 GHz 4,0 GHz 4,2 GHz 4,3 GHz 4,3 GHz
TDP 125W 95W 125W 95W 125W

 

Con la presentazione di questi nuovi modelli è stato dato un ritocco verso il basso anche al listino delle CPU AM3+, a partire dal primo settembre.

CPU Vecchio Prezzo ($) Nuovo Prezzo ($)
FX-9590 299 215
FX-9370 219 199
FX-8370 - 189
FX-8370E - 189
FX-8350 189 169
FX-8320E - 139
FX-8320 149 139
FX-8300 Nd Nd
FX-6350 129 119
FX-6300 109 99
FX-4350 119 95
FX-4320 Nd Nd
FX-4300 99 95
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Uno dei cavalli di battaglia di Intel per promuovere l'aggiornamento delle vecchie CPU ad Haswell-EX/EP e Broadwell-Y, cioè le istruzioni TSX (Transactional Synchronization Extensions), sembra debba essere abbattuto.

 

 

La casa di Santa Clara, infatti, ha comunicato che tutte le CPU Haswell-EX/EP e le CPU Broadwell fino ad oggi prodotte sono affette da un fastidioso bug. Nel PDF dove viene descritto il problema, troviamo: “Problem: Under a complex set of internal timing conditions and system events, software using the Intel TSX instructions may result in unpredictable system behavior. Implication: This erratum may result in unpredictable system behavior. Workaround: It is possible for the BIOS to contain a workaround for this erratum”.


Il tutto, tradotto, significa che se un Software utilizza queste istruzioni potrebbe crashare in maniera del tutto inaspettata. Si prospetta allora un'unica soluzione, già confermata da Intel: la disabilitazione via BIOS delle istruzioni TSX. Il famoso bug del TLB di Agena è stato possibile aggirarlo disabilitando tale funzione di Mapping per le Cache L2/L3, ma in questo caso la situazione è più problematica. Se il bug di Agena comportava una mera perdita prestazionale, il bug relativo alle istruzioni TSX comporta una perdita completa delle feature garantire da queste.

Un bel grattacapo per Intel, la quale deve decidere se far valere la garanzia anche su questo tipo di problema (e su prodotti tutt'altro che economici nel caso di Haswell-EX/EP), e per il mondo Enterprise/Server, il quale dovrà posticipare l'utilizzo di queste istruzioni.

Gli sviluppatori potranno continuare a lavorare comunque con queste istruzioni, non installando alcuna patch di disabilitazione (e sperando che il software non crashi ...).

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Come Christian Scheibel, PR Manager presso Shuttle Computer, ci aveva maliziosamente preannunciato in questa nostra intervista, Shuttle finalmente presenta il proprio primo PC basato su SO Android.

 

 

Si tratta del modello DSA2LS, basato su SoC Dual Core (Cortex-A9) Freescale i.MX 6DualLite (i.MX6DL) da 1 GHz, abbinato ad 1 GB di memoria DDR3. Internamente trova spazio una memoria Flash da 4GB (probabilmente di tipo eMMC, come quella che abbiamo visto sulla VIA VAB-600), espandibile grazie all'utilizzo di schede SDHC fino a 64GB. Sulla memoria interna trova spazio il SO Android, attualmente aggiornato alla versione 4.2.2 (Jelly Bean). Continuando, citiamo integralmente parte del comunicato stampa: “Il case in lamina di acciaio particolarmente resistente misura 14,2 x 19 x 3,5 cm (P x L x A.) e è dotato di un alimentatore interno. Rispetto ai semplici stick HDM con Android, il DSA2LS si distingue per la robustezza e la varietà di collegamenti, sia nella parte frontale che sul retro con HDMI, VGA, 4x USB 2.0, Line-OUT, RS-232 e RJ45. Per la trasmissione dati senza fili è disponibile una wireless LAN da 150 Mbit/s”.

 

 

Si tratta, osservando la componentistica utilizzata, di un ottimo prodotto in grado di fungere sia da Media Player sia da PC da salotto per la navigazione internet di base. Il SoC di Freescale, infatti, è in grado di supportare i formati video fino alla risoluzione di 1080p, anche nel formato H.264, tramite accelerazione hardware. Va annoverato, in ultimo, come il DSA2LS sia completamente Fanless e consumi appena 4,2W in stato di Idling e 6,3W in Full Load. Concludiamo con le parole di Tom Seiffert, Head of Marketing & PR di Shuttle Computer Handels GmbH: “Questa soluzione è adatta ad esempio come affidabile media player, grazie all'utilizzo continuo con risparmio di energia. Per realizzare idee innovative o trovare soluzioni utili per l'uso quotidiano: grazie all'ambiente di sviluppo che Google mette gratuitamente a disposizione, tutti possono facilmente diventare sviluppatori di app per Android”.

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La statunitense OCZ Storage Solutions, ora sussidiaria di Toshiba, presenta una nuova linea di Solid State Drive, la ARC 100, la quale andrà a coprire la fascia più economica di listino, cercando così di ridefinire gli standard qualitativi della fascia bassa tra gli SSD.

 

 

Con ARC 100, infatti, OCZ non si è limitata a commercializzare un SSD il più economico possibile, ma ha cercato di integrarvi buona parte di quelle caratteristiche che stanno facendo il successo commerciale degli attuali Vector e Vertex (criptaggio AES-256Bit, garanzia di 3 anni, elevato MBTF, ecc), decisamente apprezzati sia dai recensori sia, cosa ancora più importante, dai consumatori.

Prima di tutto, gli SSD ARC 100 utilizzano le NAND Flash MLC prodotte da Toshiba con il modernissimo nodo a 19nm, evitando così l'utilizzo delle poco performanti ed affidabili NAND TLC, utilizzate spessissimo negli SSD più economici. L'utilizzo del nodo a 19nm, al posto dei 25nm o 30nm, inoltre, permette di abbattare ulteriormente i già parchi consumi ed il calore generato, rendendo l'ARC 100 perfetto per ridare nuova linfa vitale a Notebook ormai datati. I consumi sono di appena 0.6W in stato di Idle e di 3.45W di picco.

 

 

Per massimizzare le prestazioni garantite dalle NAND Flash di Toshiba, OCZ utilizza nell'ARC 100 il CTRL NAND proprietario Barefoot M10, specificatamente ottimizzato anche per offrire una vita operativa più lunga rispetto alla media (poter realizzare in casa sia il CTRL sia il Firmware è decisamente vantaggioso).

Come mi è stato comunicato dalla stessa OCZ, inoltre, Toshiba sta attualmente aumentando la produzione di NAND Flash prodotte con nodo a 19nm sia per migliorare le economie di scala (minore costo degli SSD) sia per migliorare la disponibilità degli ARC 100, i quali offrono circa le stesse prestazioni degli SSD Vertex e Vector (indirizzati, rispettivamente, al mercato prosumer ed enthusiast), a fronte di qualche rinuncia di limitato interesse per l'utenza casalinga: un maggior numero di IOPS per i Vector 150 e Vertex 460,  e due anni di garanzia in meno (3 contro 5) rispetto al già citato Vector 150.

Infatti OCZ, per gli ARC 100, offre le medesime condizioni di garanzia (della durata di 3 anni) che garantisce per i ben più costosi Vertex 460, e questo dimostra quanto credano nella qualità di questo SSD, garantito per almeno 2 milioni di ore di utilizzo! Samsung, Crucial, Kingston ed altre marche non riescono ad arrivare a tanto anche con SSD più costosi.

 

 

I prezzi di commercializzazione sono pari a 74.99$ per la versione da 120GB, a 119.99$ per la versione da 240GB e a 239.99$ per la versione da 480GB. Questi prezzi sono puramente indicativi, e negli store online sarà possibile trovarli a prezzi molto più vantaggiosi.

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L'arrivo sul campo di battaglia di Toshiba, insieme al ritorno in grande stile di OCZ, sta ravvivando nuovamente un mercato che sembrava ormai stagnare, quello degli SSD.

 

 

Anche SanDisk, dopo un periodo di calma piatta, torna alla ribalta presentando gli SSD della serie Ultra II, la quale porta con sé alcuni miglioramenti, al fine da differenziarsi dalla massa ed offrire un utile valore aggiunto. Citiamo direttamente dal comunicato ufficiale: “Il drive è caratterizzato da una velocità di lettura sequenziale fino a 550 MB/s e una velocità di scrittura fino a 500 MB/s, permettendo un tempo di avvio più veloce e un caricamento dell’applicazione più breve. Basato sulla tecnologia X3 NAND Flash, l’SSD SanDisk Ultra II è dotata della tecnologia nCache™ 2.0 che utilizza una tecnologia di caching a due livelli per ottimizzare la velocità del drive e la durata”.

 

 

Al pari degli SSD di Samsung, di Toshiba, di OCZ, di Crucial e di altre importanti case, anche SanDisk ha sviluppato diverse tecnologie proprietarie per migliorare sia le prestazioni sia la longevità del prodotto. Questo non può fare che bene alla concorrenza, ma soprattutto all'utente, il quale potrà contare su tecnologie sempre più simili a quelle integrate nei prodotti Workstation e Server, ma in prodotti di fascia e di prezzo consumer.

La più importante caratteristiche di questi SSD, comunque, è la Dashboard, in grado di fornire all'utente importanti informazioni, oltre che la possibilità di configurare manualmente diverse impostazioni. Sempre dal comunicato stampa ufficiale: "L’SSD SanDisk Ultra II comprende la SanDisk SSD Dashboard migliorata, che offre visibilità sulle prestazioni del drive, sul TRIM manuale o programmato, aggiornamenti sul firmware disponibile e suggerimenti su come mantenere il drive al suo livello massimo di attività. Gli utenti possono scegliere tra 17 differenti lingue e ricevere assistenza cliccando sui tasti “Live Chat” e“Ask a Question via Email”. Ulteriori caratteristiche dal valore aggiunto del software della SanDisk SSD Dashboard includono:

  • Clonazione– La capacità di creare un’esatta replica di un disco vecchio all’interno del nuovo SSD SanDisk Ultra II in tre facili passaggi attraverso Apricorn EZ GIG IV.  Con il software di clonazione, non c’è bisogno di re-installare il sistema operativo, programmi o configurazioni.
  • Antivirus– Sicurezza semplice da utilizzare per le attività che gli utenti svolgono di più online – email, interazioni e navigazione attraverso Trend Micro™ Titanium™ Antivirus+.
  • Sicurezza– Creata da Absolute Software, Absolute® LoJack è il leader nella protezione dei dati dell’utente e recupero dopo un furto, fornisce una soluzione continua che può localizzare un dispositivo se rubato e farlo riavere al legittimo proprietario".

Concludiamo, in ultimo, con garanzia, capacità e prezzi degli SSD. L’SSD SanDisk Ultra II ha 3 anni di garanzia e sarà disponibile online e attraverso la rete globale di distributori e rivenditori autorizzati SanDisk da settembre. Sarà disponibile nelle capacità di 120GB, 240GB, 480GB e 960GB al prezzo suggerito al pubblico rispettivamente di 75,00 Euro, 109 Euro, 209 Euro e 409 Euro. Per ulteriori informazioni su SanDisk Ultra II SSD, visitare www.sandisk.com/products/ssd/.

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Mentre Intel cerca di mantenere la leadership nel settore Mobile di fascia alta, con l'introduzione di Broadwell-Y, nVidia da una prima spallata alla casa di Santa Clara. Acer, il principale produttore di Chromebook al mondo, e dei modelli più venduti su Amazon (guarda caso equipaggiati con CPU Intel), annuncia il primo Chromebook equipaggiato con il nuovo SoC nVidia Tegra K1.

 

 

Il Chromebook in questione ha un monitor Full HD da 13,3”, è spesso solamente 17,9 mm e pesa appena 1,5 Kg. Il SO sarà Chrome OS. Il prezzo di listino è pari a 279 dollari.

Secondo Acer, l'utilizzo del SoC Tegra K1 permetterà di migliorare notevolmente il rapporto prezzo/prestazioni degli attuali Chromebook basati su CPU e SoC Intel, grazie soprattutto ad un comparto grafico di tutt'altro livello (per questo Intel, con Broadwell, ha deciso di migliorare principalmente il tallone d'Achille dei propri processori, la GPU).

Per nVidia, d'altra parte, si tratta di un accordo molto importante, in quanto secondo la società di analisi di mercato Gartner, se nel 2014 le consegne di Chromebook raggiungeranno le 5,2 milioni di unità, nel 2017 saranno ben 14,4 milioni i Chromebook distribuiti.

In ultimo, se è vero che in molti acquistavano i Chromebook Intel-Based per installarci Windows, è altrettanto vero che in questi modelli dotati di Tegra K1 sarà probabilmente possibile installare GNU/Linux. Dal punto di vista della produttività, quindi, non cambierà assolutamente nulla per l'utenza più smaliziata.

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