Durante l’Architecture Day 2018, che ha avuto luogo il 12 dicembre, Intel ha mostrato tutti i propri prodotti, per la maggior parte in via di sviluppo, che vedranno la luce nell’arco dei prossimi cinque anni.

Grande interesse, almeno per noi pcisti convinti, ha suscitato la presentazione della nuova uArch “Sunny Cove”, destinata a sostituire l’uArch “Skylake” già a fine 2019 sui 10nm 3D-Gate, almeno secondo i piani di Intel.
Qualche giorno fa era comparso il rumor della possibile commercializzazione di nuove CPU fino a 10 core basate sull’uArch Skylake, su piattaforma CoffeeLake, con il nome in codice di Comet Lake, ma per il momento si tratta solo di voci. Quello che è certo è che Intel sta spingendo sull’acceleratore per trovare una risposta adeguata alle prossime CPU Ryzen basate sull’uArch Zen2 e realizzate sui 7nm FinFET di TSMC.
Proprio per questo motivo la nuova uArch Sunny Cove andrà a coprire quei punti deboli che si sono potuti osservare nell’uArch Skylake nei confronti di Zen, principalmente quando si fa uso di software pesantemente multithreaded, come è specificato nel comunicato ufficiale:
Ancora è difficile capire quali di queste novità siano frutto dell'arrivo di Jim Keller (Il quale ha presentato la nuova uArch), ma sicuramente questi avrà messo la propria ultima parola su quali fossero da integrare o meno in Sunny Cove. Si tratta, infatti, di un'evoluzione - seppur importante - delle sempreverdi microarchitetture Core, e non di un progetto completamente nuovo come poteva essere Zen di AMD (Possiamo affermare si tratti di un passaggio simile a quello avvenuto da Sandy Bridge a Haswell).
Tornando alle novità apportate da Sunny Cove (Finalmente spariscono i laghi!), Intel ha deciso di puntare sul miglioramento delle prestazioni in Single Thread (Segno che qualcosa da fare c'è ancora, e non siamo giunti al limite), in Multi Thread e sull'aggiunta di alcune SIMD per compiti specifici.
Più in particolare, Intel ha deciso di seguire la strada di AMD, ampliando e migliorando la Cache L1 Data (Aumentadone le dimensioni del 50%), la Cache L2 (Raddoppiata!) e riorganizzando la pipeline.
| uArch | Sandy Bridge | Haswell | Skylake | Sunny Cove | Zen |
| Cache L1 Data | 32KB | 32KB | 32KB | 48KB | 64KB |
| Cache L1 Istruzioni | 32KB | 32KB | 32KB | 32KB | 32KB |
| Cache L2 per Core | 256KB | 256KB | 256KB | 512KB | 512KB |
| Tipologia Cache L2 | 8-Way Associativa | 8-Way Associativa | 4-Way Associativa | ? | 8-Way Associativa |
Cercando di rendere il tutto più semplice possibile, la pipeline di una CPU può essere suddivisa in tre macro-blocchi: il front-end, il banck-end e la gestione della Cache (Quest'ultima verrà modificata solo con l'uArch successiva a Sunny Cove, cioè Willow Cove) . Il compito del front-end è quello di "dare in pasto" al back-end (detto anche Execution Engine) quante più operazioni possibili, nel giusto ordine, così da massimizzarne la capacità di calcolo, e per farlo sono possibili due vie:
Per questo motivo Intel ha deciso di aumentare le dimensioni della Cache L1 Data: più è grande più è utile, in quanto può contenere più micro-operazioni già pronte.
Una volta fatto ciò, lo scheduler dovrà ordinare le micro-operazioni da spedire al back-end, anche fuori ordine di arrivo, così da massimizzare le prestazioni (L'unità di ritiro - Retirement Unit - dovrà poi controllare che i risultati così ottenuti siano concordi con i risultati rispetto ad un'esecuzione in ordine: una specie di prova del 9). Proprio per questo motivo, Intel ha deciso di dare una svecchiata al Front-End (Porte ed unità di esecuzione), come è possibile osservare dalla slide qui in basso.
Per rendere il tutto più equilibrato, e più conforme alla nuova organizzazione della pipeline, il design del Decoder passa da 4-Wide (Skylake) a 5-Wide.
Per quanto concerne le istruzioni aggiuntive e/o migliorate, Intel ha pensato prevalentemente al mercato Server (IA, Criptografia, ecc), come era logico aspettarsi, in quanto Sunny Cove verrà utilizzata anche per la realizzazione di CPU Xeon.
Concludiamo scrivendo che Sunny Cove, nell'arco dei prossimi anni, vedrà il rilascio di iterazioni migliorate, denominate Willow Cove (2020 - Cache ridisegnata, sicurezza migliorata) e Golden Cove (2021 - Prestazioni ST migliorate, SIMD dedicate all'IA e connessione 5G integrata).
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NVIDIA ha finalmente tolto i veli alla TITAN RTX, scheda di fascia enthusiast/prosumer basata sulla GPU TU104-400A (uArch Turing), ed erede della TITAN V basata sulla GPU GV100 (uArch Volta). Da un punto di vista architetturale/commerciali, però, siamo più vicini all'erede diretta della TITAN Xp basata sulla GPU GP102-450-A1 (uArch Pascal), in quanto la GPU GV100 era decisamente poco attraente da un punto di vista videoludico in relazione ai consumi, alle dimensioni del Die e delle feature offerte rispetto ai modelli di fascia consumer (La memoria HBM2 si è rivelata troppo costosa in relazione ai vantaggi offerti). Anche per questo motivo la TITAN RTX avrà un prezzo di commercializzazione inferiore alle TITAN V: 2499 Dollari contro 2999 Dollari.

La TITAN RTX, come era prevedibile, punta la maggior parte del proprio effetto "WOW!" sull'introduzione dei RT Core, dedicati al Ray Tracing, al pari di quanto fatto con le schede video delle fasce inferiori, ma non solo. Essendo una scheda dedicata anche a piccoli laboratori di ricerca o a ricercatori indipendenti, non in grado di permettersi una Quadro o una Tesla, vi sono altre due importanti differenzi rispetto alle schede di fascia consumer.
In primo luogo, il throughput dei Tensor Core (FP16/FP32) della TITAN RTX (130 TFlops) è più che doppio rispetto a quello della RTX 2080 Ti (57 TFlops). Nella RTX 2080 Ti era infatti stato limitato artificialmente, così da non andare a pestare i piedi di schede ben più remunerative (Ai videogiocatori è una caratteristica che non interessa).
Secondariamente, il quantitativo di VRAM è stato portato da 11GB a 24GB, quasi inutilizzabile in ambito gaming, ma decisamente utile quando si sfrutta la scheda in ambiti professionali.
| Scheda Video | TITAN RTX | RTX 2080 Ti | RTX 2080 | RTX 2070 |
| GPU | TU102-400A | TU102-300A | TU104-400A | TU106-400A |
| Processo Produttivo | 12nm FFN | 12nm FFN | 12nm FFN | 12nm FFN |
| Superficie Die | 754 mm2 | 754 mm2 | 545 mm2 | 445 mm2 |
| Frequenza Base | 1350 MHZ | 1350 MHz | 1515 MHz | 1410 MHz |
| Frequenza Boost (FE) | 1770 MHz | 1635 MHz | 1800 MHz | 1710 MHz |
| Frequenza Boost (Custom Card) | - | 1545 MHz | 1710 MHz | 1620 MHz |
| Cuda Core | 4608 | 4352 | 2944 | 2304 |
| TMU | 288 | 272 | 184 | 144 |
| ROP | 96 | 88 | 64 | 64 |
| Tensor Core | 576 | 544 | 368 | 288 |
| RT Core | 72 | 68 | 46 | 36 |
| Memory Bus | 384 Bit | 352 Bit | 256 Bit | 256 Bit |
| Memoria | 24GB GDDR6 | 11GB GDDR6 | 8GB GDDR6 | 8GB GDDR6 |
| Bandwidth | 672 GB/s | 616 GB/s | 448 GB/s | 448 GB/s |
| TDP | 280W | 250W | 215W | 185W |
| MSRP Custom card | 2499$ | 999$ | 699$ | 499$ |
Nel complesso si tratta di una scheda che in ambito gaming non offre molto di più rispetto alla RTX 2080 Ti, ma comunque rimane una scelta molto più intelligente della TITAN V in questo ambito. Al contempo, può risultare molto utile per quelle persone che non possono permettersi una Quadro o una Tesla, a patto di accontentarsi dei normali driver GeForce, non certificati per le applicazioni professionali.
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Recentemente una start-up è stata citata su più portali per una propria invenzione che, attraverso l'utilizzo di una sofisticata IA e vari sensori, permetterebbe di trasformare qualsiasi superficie in un'interfaccia fisica. La tecnologia si chiama HyperSurfaces.
Il nostro Carlo non poteva esimersi dal disegnare una vignetta a riguardo, ed anche questa volta a nostro parere si è superato! In effetti, utilizzare la propria ragazza come touchpad potrebbe essere interessante. ;)
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Una configurazione hardware che si rispetti, oggigiorno può - e deve - avere un SSD come sistema di memorizzazione principale al quale, a causa degli alti costi per i tagli più corposi, non possiamo non abbinare un più "comune" disco meccanico di supporto.
Sebbene questi non possano garantire le medesime prestazioni, e ci sta data la differenza "fisica" del loro funzionamento, risultano tutt'ora indispensabili, e probabilmente lo saranno ancora per un po' di tempo (Soprattutto nei paesi come l'Italia, dove le connessioni internet non sono ancora a livello tale da garantire uno sviluppo serio dei servizi in cloud).
Molti di noi sanno bene su quali prodotti orientarsi, laddove ci sia abbastanza spazio nei propri case, per un disco da 3.5", ma nel caso non fosse così? Su quale hard-disk da 2.5" puntare, inoltre, nel caso in cui serva tanto spazio per l'archiviazione, ma il case fosse "ristretto" come un notebook, una console oppure un adattatore per dischi esterni?
L'intento di Toshiba è proprio quello di rispondere a tali esigenze, tramite i dischi da 2.5" della serie L200, i quali vantano un buffer da 128MB e una velocità di rotazione pari a 5.400RPM, disponibili in tagli da 500GB, 1TB e 2TB.
In questo articolo andremo ad analizzare la variante di punta da 2TB, proposta ad un prezzo di listino pari a 99€ nel nostro paese (Con uno street-price leggermente inferiore ai 90€).
I dischi da 2.5" operanti a 5.400RPM hanno una brutta fama alle spalle, è noto a tutti, ma sappiate che questa regola non vale per questa soluzione di Toshiba. ;)
• Da sinistra verso destra, direttamente dalla mia configurazione di test: SanDisk Extreme PRO 480GB, Toshiba PC L200 2TB e Transcend SSD220S 480GB.
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Secondo quanto è emerso in queste ore, Intel starebbe studiando una CPU a 10 core per il mercato mainstream, così da sostituire l'attuale modello di punta Core i9-9900K.

Sfortunatamente, anche questa volta non dovremmo vedere né una nuova uArch, né i 10nm 3D-Gate. Si tratterebbe, infatti, dell'ennesimo riutilizzo dell'uArch Skylake (Commercializzata nel 2015) e del nodo 14nm 3D-Gate, portato alla quarta revisione (14nm+++).
Questa new entry si dovrebbe chiamare "Comet Lake", e sembra studiata appositamente per contrastare le future CPU AMD basate sull'uArch Zen2, realizzate sui 7nm di TSMC, e previste per la prima metà del 2019. Evidentemente Intel si aspetta la presentazione di CPU mainstream con almeno 12 core da parte di AMD, ed i 10 core di Comet Lake dovrebbero bastare per garantirle un buon pareggio velocistico in ambito multimediale.
Se davvero Comet Lake dovesse vedere la luce, non prima del 2H2019, sarà interessante osservare due aspetti in particolare:
Appere evidente, comunque, che Intel sia in apprensione per la presentazione delle CPU Ryzen 3000, in quanto potremmo finalmente vedere CPU fino a 16 core, e con un IPC simile a quello di Skylake, nel settore mainstream (Under-400$).
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