L'annuncio della chiusura della FAB 17 di Hudson è sintomatico dello stato in cui versano le casse di Intel, e soprattutto mostra in maniera chiara la linea evolutiva che prenderà il reparto di R&D della casa Santa Clara.

Come scrive Lisa Eckelbecker sul Telegram, Intel sta cercando di tagliare i rami secchi del proprio comparto produttivo, così da drenare la maggior parte degli investimenti nei processi produttivi più moderni. Ad ogni salto generazionale, i costi per gli aggiornamenti dei nodi produttivi crescono esponenzialmnte. Questo determina che le FAB siano sempre più costose da mantenere, e quindi una diminuzione del loro numero è naturale. Lo afferma, tra gli altri, John A. McNeill, Associate Professor al Worcester Polytechnic Institute, Dipartimento di ingegneria elettronica ed informatica: “The largest companies like Intel will still have their own fabs, but there will be fewer of them. Wherever they're going to be located is up to them, but a lot of companies, I think, will not have fabs at all”.
Quando abbiamo scritto che Intel si trova in difficoltà con i 14nm, relegati per tutto il 2014 a processo produttivo fantasma, non lo abbiamo fatto per mettere in cattiva luce la casa di Santa Clara, di cui al contrario riconosciamo la leadership tecnologica in tale ambito. Lo abbiamo fatto per evidenziare le problematiche di cui dovrà farsi carico nel prossimo futuro, in un settore in cui le forniture delle aziende esterne, come ASML, conteranno sempre più. La bontà di un nodo produttivo sarà sempre meno dipendente dal reparto di R&D interno.
A tal proposito è necessario citare ancora una volta il giornalista giapponese Hiroshige Goto, il quale, presente all'ultimo IDF, ha fatto notare come Intel si riempia la bocca dei nuovi processori e SoC a 14nm, ma che di questo processo produttivo non abbia mostrato in realtà nulla. Quando i 22nm erano ancora in sviluppo, Otellini pubblicizzò a gran voce le caratteristiche principali di tale nodo produttivo, ben prima che divenisse operativo (e lo stesso fece con i 32nm e i 45nm). Ad oggi, al contrario, di questi 14nm non si conosce nulla. Una stranezza inquietante.
BSN, parlando dei 14nm e e dell'IDF, scrive che Intel consegnerà i primi chip a 14nm nel primo trimestre del 2014, ma potrebbe trattarsi di un paper launch, come da molti preventivato, in quanto la produzione in massa è ancora in alto mare.
Una cosa comunque è certa. Intel sta cercando di concentrare tutte le proprie forze nel realizzare un nodo a 14nm efficiente, in quanto sarà la conditio sine qua non per cercare di contrastare lo strapotere attuale dei SoC ARM. Come abbiamo visto con il nuovo SoC Z3770/Z3740, Intel sta tentando di imporsi con la strategia dei prezzi, cosa mai vista prima nella sua storia, e i 14nm le serviranno come il pane per realizzarla. Dovessero tardare, o costare più del previsto, non è detto che Intel non debba dismettere qualche altra FAB.
Pubblicato in: News, Hardware
Tags: 14nm , 22nm , bulk , fab , intel , soc
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