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L'idea per questa intervista ad Oliver Baltuch ci è balenata in testa dopo aver letto quella che lo stesso presidente di Futuremark ha rilasciato recentemente a VR-Zone. E, gentilmente, il Presidente di Futuremark ce l'ha concessa, nonostante sia oberato dagli impegni e le domande fossero tutt'altro che di semplice risposta.

Nell'intervista a VR-Zone abbiamo notato come Baltuch, da esperto uomo di marketing e di comunicazione, abbia tirato alcune stoccatine velate alla principale rivale in ambito Mobile, AnTuTuLabs, dopo che questa, nel giro di poche settimane, ha avuto la sfortuna di incappare in due accidenti. Il primo riguarda l'uso del compilatore di Intel (l'ICC), il quale ha tagliato via buona parte dei test che sarebbero dovuti essere processati dai SoC della casa di Santa Clara, inficiando così gli score ottenuti con la suite AnTuTu 3.2. Gli AnTuTuLabs sono corsi celermente ai ripari con la versione 3.3 (tra l'altro uscita alcuni giorni prima dell'articolo apparso su EETimes, quello ha dato il via al polverone, come ha precisato Jerry Xia nella nostra intervista). Il secondo problema ha riguardato un cheat di cui l'unica responsabile è Samsung, colpevole di aver settato il SO Android dei propri terminali Galaxy S4 affinché alzasse la frequenza di CPU e GPU ogniqualvolta un benchmark fosse stato in esecuzione. Poiché AnTuTu è il principale benchmark Mobile sulla piazza, l'utenza meno smaliaziata non ha fatto troppe distinzioni, tra Samsung ed AnTuTuLabs, su chi fosse il reale colpevole.  

Abbiamo così colto l'occasione per stuzzicare a nostra volta Baltuch, consapevoli che avrebbe gentilmente risposto alle nostre domande, senza peli sulla lingua. Non ci siamo fatti mancare, quindi, una domanda riguardo i vecchi casi di cheat da parte di nVidia, la casa che più di ogni altra “ha giocato” con i vari 3DMark. Esempi eclatanti sono quelli relativi al 3DMark 2001SE (il drago invisibile) ed al 3DMark 2003 (grafica di bassa qualità).  

 

 

Baltuch fa notare, a questo punto, come Futuremark da allora stia cercando di mettere sempre più paletti affinché gli score possano e debbano risultare i più veritieri possibili, arrivando ad affermare che oggi sono in realtà i videogiochi ad essere gli strumenti di benchmark più manipolabili dalle case produttrici di hardware. Si può sentenziare, parafrasando Baltuch, che i tempi di Quake vs Quack (questa volta con ATI protagonista) non sono finiti, e che anzi sono dei sempreverdi. Baltuch, sfortunatamente per noi videogiocatori, ha ragione da vendere in questo caso. Dopo lo scandalo del 3DMark03, la rivista statunitense HWM intervistò David Kirk, Chief Scientist di nVidia. Dopo che Kirk affermò che i benchmark sintetici erano troppo granitici, in quanto non permettevano troppe ottimizzazioni lato driver, la domanda seguente fu: "So, what's the best benchmark for GPUs then?". Kirk rispose: "I think the best benchmarking software is all of the games that people play. The best should be the top 10 or top 20 games because that's representative of the user experience" (03/2004). Non è un caso che il programma "NVIDIA: The Way It's Meant to be Played" sia nato nel 2002, e che nell'arco di una decade abbia raccolto a sé i titoli di maggior spessore.

Nasce così il Benchmark Development Program (BDP), creato per far coesistere le necessità di Futuremark e dei principali produttori di hardware. Il BDP, in linea generale, avrebbe dovuto eliminare definitivamente i vecchi problemi relativi all'ottimizzazione maliziosa dei driver per le suite della casa finlandese, attraverso una gestione cooperativa dello sviluppo delle stesse suite, ma a quanto pare non è andato tutto secondo i piani. La discussione di inizio anno sulla gestione della Tessellation da parte dei driver Catalyst di AMD dimostra come le zone grigie siano ancora molto numerose e di difficile risoluzione. 

Baltuch, nonostante ciò, afferma che un benchmark sintetico è lo strumento ideale per misurare le prestazioni in un PC a tutto tondo, in quanto vengono testate varie feature, per molte volte. Anche su questo punto ha pienamente ragione. Una suite di benchmark come il 3DMark è lo strumento perfetto, oggettivamente, per sapere se il proprio sistema è in salute, potendo confrontare i propri risultati con quelli di milioni di altri utenti. Se qualcosa non va, si nota subito, e si cerca la soluzione. E' quindi un eccezionale strumento di confronto. Questo in ambito PC, ma in ambito Mobile? I terminali non sono customizzabili quanto un assemblato. Può quindi una suite di benchmark essere davvero utile all'utenza consumer? Leggendo tra le righe dell'intervista, la risposta è un NI. Futuremark è attiva nel settore mobile dal 2004, principalmente per gli assemblatori e i produttori, in quanto sono loro che devono decidere le caratteristiche hardware (SoC, frequenze, ram, memoria, ecc) dei terminali mobile, non l'utenza, e quindi le prestazioni di questi stessi terminali. Cosa ha spinto Futuremark, allora, ad entrare nella mischia? 

Con il successo di smartphone e tablet, e soprattutto con l'arrivo in tale settore dei così detti smanettoni (più o meno capaci), il mercato delle suite di benchmark si è allargato enormemente, sia tra i recensori sia tra l'utenza. Futuremark non poteva certamente rimanerne fuori.


Pubblicato in: Articolo, Software
Tags: 3dmark , android , antutu , baltuch , benchmark , futuremark , mobile , windows

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Gian Maria Forni
Autore: Gian Maria Forni
Esperto in:
Esperto di mercati e CPU
Sebbene sia laureato in Lettere e Filosofia, indirizzo Storia Contemporanea, e scriva per quotidiani e riviste di tale settore, ha sempre avuto la passione per l'informatica ed ha collaborato quale moderatore in importanti forum del settore
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