Al pari di Apple, con l'App Store, e di Google, con il Play Store, anche Samsung vuole creare la propria piattaforma di vendita e di sviluppo Software, come spiega Wonpyo Hong, President of Company's Media Solution Center, al Wall Street Journal.

Prevedendo l'introduzione a breve dei primi terminali basati sul sistema operativo proprietario Tizen, Samsung non vuole certamente ripetere gli errori commessi con il tragicamente famoso Bada, un altro sistema operativo prodotto in casa ed eliminato velocemente e, soprattutto, in silenzio. Un fallimento che brucia ancora, sia tra i dirigenti della casa coreana sia, soprattutto, tra l'utenza, abbandonata a sé stessa con degli smartphone ormai del tutto inservibili (a meno di non utilizzarli come fermacarte).
Per questo motivo Samsung vuole creare un ecosistema utilizzabile tanto sui terminali basati su Andriod, quanto sui terminale basati su Tizen, come conferma lo stesso Hong: “Tizen is another platform that we'd like to offer to the market as one of the multiple platforms. Internally, we'd like to have a common platform throughout all of our consumer products including mobile, television and even home appliances”.
Un esempio di questo è la piattaforma per il download e l'ascolto di brani musicali “Milk Music”, di cui Hong è più che soddisfatto: “We just launched it and we have about 380,000 downloads through the app store and it's just at a very early stage to even talk about success”.
D'altra parte lo stesso Hong conferma che il comparto Software è molto importante per determinare il successo dei propri prodotti: “Software is a critical component of course. If you look at our R&D structure, there are a lot more software engineers than hardware engineers. The investment amount we are making in software R&D is huge. However, probably from a consumer perspective there is room to improve to deliver a unique experience. That's the area that we're really trying to focus on more”.
Grazie a questi sviluppi, Samsung cercherà di rendere Tizen un S.O. accattivante, ma senza pubblicizzarlo eccessivamente. Hong, velatamente, afferma che l'utenza dovrà scegliere il proprio smartphone o il proprio tablet senza prestare particolare attenzione al S.O. che vi gira, quanto piuttosto ai servizi ad esso associati: “I don't necessarily think the name Tizen is an important brand to consumers. Integrating software with hardware to make a great product—that's what we want to communicate with consumers”.
Come reagiranno i consumatori, una volta che se ne accorgeranno?
Pubblicato in: News, Tablet & Smartphone
Tags: samsung , smartphone , tablet , tizen , wsj
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