Il titolo, probabilmente, è fin troppo neutro. TSMC, possiamo dirlo, sta operando in regime di pieno monopolio. Non per colpa sua, comunque, ma perché tutte le altre fonderie o non sono state in grado di essere dei rivali credibili (Samsung ed Intel) o hanno tirato i remi in barca puntando su nodi più semplici (GlobalFoundries e STMicroelectronics).

Come riporta la società di analisi TrendForce, TSMC detiene il 70,2% del mercato delle fonderie PurePlay, con Samsung e SMIC che seguono ad una distanza siderale, rispettivamente con il 7,3% e 5,1%.

Se da un lato il mercato delle fonderie Pure Play è cresciuto, in quanto a fatturato totale, di ben il 14,6% nell'ultimo trimestre (arrivando a 41,7 mld di Dollari), dall'altro la maggior parte di questi soldi se li è pappata TSMC. Perché? Perché le aziende che operano nel settore dell'AI - quello a più elevata crescita - si rivolgono a lei al fine di sfruttare i nodi più avanzati, cioè quelli che garantiscono prestazioni più elevate e consumi più ridotti.

Sappiamo bene, infatti, che le server farm dedicate all'IA non devono tenere in considerazione le prestazioni pure, ma anche e soprattutto il consumo di energia elettrica, a causa soprattutto della stagnazione dell'offerta energetica delle nazioni occidentali per via delle stringenti politiche Green (come è possibile osservare dal grafico qui in basso).

 

Le aziende occidentali, quindi, si trovano necessariamente costrette ad utilizzare nodi produttivi avanzati e costosi, mentre le aziende cinesi possono sfruttare nodi più vecchio (es. 5nm e 7nm) in quanto le Server Farm in Cina possono consumare senza problemi una quantità maggiore di energia elettrica.