Non è passato molto tempo dall'apertura del vaso di Pandora relativamente allo scandalo intercettazioni che ha coinvolto l'NSA e un po' tutti i servizi di sicurezza statunitensi. I principali politici ed industriali di Germania, Francia, Spagna, Italia ed altri importanti paesi sono stati intercettati per anni, e questo potrebbe aver avvantaggiato notevolmente sia gli Stati Uniti come Nazione, sia le sue imprese private, nel prendere decisioni critiche. A questo livello le intercettazioni non sono semplicemente gossip, ma informazioni di elevata utilità pratica, in politica come in economia.

Gli Stati Uniti d'America lo sanno bene, e per questo non vedono di buon occhio che la principale azienda di telecomunicazioni cinese, e più grande al mondo, Huawei possa diventare anche la principale fornitrice di infrastrutture di rete su suolo americano. Su questo territorio, d'altra parte, opera la seconda compagnia al mondo, Cisco, guarda caso statunitense. Come recita un detto, “in casa dei ladri non si ruba”.
La decisione di Huawei di volersi ritirare dal mercato statunitense, quindi, potrebbe essere stata presa sotto la pressione del governo centrale di Pechino, così da appianare le divergenze tra i due paesi. Ren Zhengfei, fondatore e CEO di Huawei, ha affermato: “It's not worth it if Huawei gets in the middle of U.S-China relations, therefore, we have decided to exit the U.S. market, and not stay in the middle”.
Così, mentre il mercato USA diviene off limits, Huawei guarda ad altri territori in cui investire, e l'Europa diventa a questo punto quello prediletto, come ha affermato William Plummer, VP di Huawei: “It is true that Huawei has adjusted our priority focus to markets that welcome competition and investment, like Europe”. In Francia sarà aperto un Centro di Ricerca a Parigi, il quale richiederà l'assunzione di almeno 170 laureati. Nonostante questo, in pieno stile ultra-nazionalista transalpino, la stampa francese se ne è risentita, in quanto un altro centro di ricerca, con sede in Gran Bretagna, avrà accesso ad un fondo di investimento maggiore (circa 2 mld di dollari). Riguardo l'Italia, invece, sembra non sia previsto nessun piano d'investimento, almeno nel breve termine.
Pubblicato in: News, Tablet & Smartphone
Tags: cina , cisco , francia , huawei , usa
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