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Come si può osservare dai risultati conseguiti, scoperchiare una CPU Ivy Bridge di fascia bassa non porta particolari benefici. Mediamente, infatti, si sono guadagnati appena due gradi, un risultato del tutto risibile. Un risultato che però ha richiesto lo scoperchiamento della CPU, e che potenzialmente avrebbe potuto provocarne la rottura (io ci sono andato vicino in questo caso, come già scritto in una didascalia nella seconda pagina).

 

E' vero che il Pentium G2020 costa appena 60 euro, ma il risultato non vale assolutamente il rischio. Il basso consumo della CPU rende altamente tollerabile l'utilizzo da parte di Intel di una pasta termica appena mediocre, contrariamente a quanto accade con le ben più esose e costose CPU i5 e i7. Per il test non abbiamo utilizzato la Coollaboratory Liquid Pro, utilizzata dalle altre testate per test analoghi sulla CPU i7-4770K, ma d'altra parte ci sembrava fuori luogo utilizzare una soluzione tanto costosa per una CPU Entry-Level. Come si può osservare da questo articolo del sito giapponese PCWatch, ampi margini di miglioramento si possono raggiungere utilizzando anche una più tradizionale pasta siliconica (in questo caso la Freeze Extreme di OCZ).

 

In conclusione la pratica dello scoperchiamento, e implicitamente la sostituzione della pasta termica originale, è un'operazione utile solamente per quelle CPU  accreditate di un elevato consumo energetico. Con CPU a basso consumo come il nostro Pentium G2020 si è rivelata solamente una rischiosa perdita di tempo.

 

 

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