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Nel paragrafo precedente abbiamo parlato del Memory-Mapped e del fatto che ogni Coprocessore avesse dei propri algoritmi per calcolare le variabili in virgola mobile. Molti, per questo, si staranno chiedendo cosa è il Memory-Mapped, e cosa significa, dal punto di vista commerciale, il fatto che ogni coprocessore avesse una propria via di elaborazione. Andiamo a rispondere.

Il Memory-Mapped è una funzionalità che permette al Coprocessore di comunicare con il Microprocessore e il Software in uso utilizzando gli indirizzi di memoria come delle caselle di posta. Questo permette al Coprocessore di lavorare sui dati in Floating-Point senza rallentare la CPU, in quanto ha una piccola porzione di Ram ad uso e consumo proprio dove memorizzare i dati da elaborare. Questo permette al Microprocessore di elaborare altri dati, in quanto non vi è più un accesso simultaneo alla medesima porzione di memoria.

 

 



I coprocessori Cyrix si dimostrarono tanto buoni che qualcuno mise in giro delle voci sulle loro presunte incompatibilità. 
Incompatibilità che furono smentite da Cyrix stessa, anche attraverso una poderosa campagna pubblicitaria 
come quella apparsa su InforWorld (Aprile, 1991)

 

Se il Memory-Mapping può portare notevoli vantaggi, come ha mostrato il Professor Letcher nella sua ricerca, porta con sé anche due difetti. Il primo era decisamente lieve: se un Software voleva avvantaggiarsi di tale funzione doveva essere programmato per farlo. Il secondo difetto era ben più grave, dal punto di vista commerciale. Non essendo standardizzato, ogni produttore di Coprocessori matematici implementava una versione propria del Memory-Mapped (Quantità di Ram allocata, indirizzi di memoria utilizzati, ecc). Così, se si voleva sfruttare il Memory-Mapping, si doveva scegliere fin da subito anche il produttore: Cyrix? Weitek? IIT?

Aggiornare il proprio Software per sfruttare il Memory-Mapped di ogni casa sarebbe stato molto costoso e laborioso, e questa fu una delle cause che frenò l'utilizzo della funzionalità, nonostante sia Cyrix sia Weitek ne fossero dei convinti sostenitori. Il non aver cercato e trovato un accordo, infine, ha fatto il gioco di Intel. Anche se potenzialmente molto più veloci delle controparti prodotte a Santa Clara, i Coprocessori di Cyrix e Weitek dovettero praticamente sempre lavorare in modalità Intel-compatibile, con i risultati che abbiamo osservato nei grafici di PC Magazine.

 

 

 

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